Storia: Honduras, qualche cenno interessante

Tegucigalpa! Riuscite a ripeterlo tre volte di seguito senza impappinarvi? Io neppure una volta sola ad essere sinceri. Questa città dal nome così esotico si trova nel bel mezzo dell’America Centrale ed è la capitale dello stato del Honduras. Il nome di questa città è di chiara derivazione indigena e pare voglia dire “colline d’argento”, anche se vi è un ampio dibattito su questa definizione dal momento che gli abitanti della zona non conoscevano la reale ricchezza del sito, furono gli Spagnoli ad accorgersene e ad approfittarne. La città venne fondata il 29 Settembre del 1578, praticante 442 anni fa, da dei coloni iberici, ma vi era già presente un insediamento indigeno. Storicamente l’Honduras è la patria originaria del popolo Maya, spostatosi poi più a nord in Messico e Guatemala! Venne esplorata sia da Colombo che da Vespucci. Ad ogni modo gli Spagnoli ne presero completo possesso nel 1537 e il loro dominio sulla regione durò sino al 1821.

La storia del ‘900 di paesi come questo è costellata da un susseguirsi di dittature, colpi di stato ed ingerenze statunitensi. L’influenza delle multinazionali della frutta sul piccolo paese e sui suoi politici raggiunse il picco nel 1974 quando venne coniato per la prima volta l’espressione “repubblica delle banane” proprio per riferirsi al piccolo stato. Nel 1982 la situazione politica del paese prese lentamente la strada della pacificazione e della democrazia, anche se nel 2009 ci fu un colpo di stato che per quattro mesi riportò il paese nel caos.

Nel piccolo stato la popolazione è prevalentemente di origine meticcia (90%), ma non mancano gli immigrati asiatici soprattutto cinesi (ormai sono ovunque) e diverse famiglie palestinesi di religione cristiana attive nell’imprenditoria e denominate “turcos” in tono evidentemente dispregiativo.

Purtroppo questo piccolo paese è considerato uno dei più pericolosi di tutta l’area centro-americana, con uno dei tassi d’omicidio volontario più alto del mondo. E di certo la sua economia non aiuta a migliorare la qualità della vita della popolazione dal momento che si tratta quasi principalmente di piantagioni in mano a multinazionali straniere. Non vengono neppure sfruttate le risorse del sottosuolo e la corruzione è una piaga evidente nel sistema del Honduras. Chiaramente buona parte delle importazione e delle esportazioni sono targate Stati Uniti.

Un altro paese povero che stenta a trovare la sua prosperità. Com’è che gli sfruttatori sono sempre gli stessi?

Storia: Bolivia, qualche cenno interessante

Solo due paesi del Sud America non hanno uno sbocco sul mare, due paesi che in passato hanno combattuto una sanguinosa guerra per il controllo di una fascia di terra praticamente disabitata dove si pensava ci fosse il petrolio (che in realtà non c’era), queste nazioni sono il Paraguay e la Bolivia. Oggi ci occupiamo di chi perse quella guerra, che per chi non lo sapesse è la guerra del Chaco combattuta tra il 1932 e il 1935, ossia della Bolivia. In realtà la Bolivia in origine aveva uno sbocco sul mare abbastanza ampio nella regione della città di Antofagasta, persa però nel 1884 in seguito alla guerra del Pacifico combattuta a fianco del Perù contro il Cile, con la vittoria di quest’ultimo entrambe le rivali persero territori in riva al mare, per la Bolivia si trattò dell’isolamento totale dal commercio marittimo. I rapporti col Perù però sono da sempre buoni e il governo di Lima nel 2010 ha concesso ai suoi vicini il porto di Ilo (nel sud del paese) ad uso commerciale per 99 anni.

La Paz – Plaza Murillo

Come è facile intuire la Bolivia deve il suo nome a suo “liberatore” Simon Bolivar, attivissimo nei primi anni del ‘800 nel contrastare la dominazione spagnola nel continente sudamericano. La formale indipendenza arriva nel 1825 e nei successivi centodieci anni la Bolivia perse via via molti dei territori che la componevano inizialmente, sia a causa delle guerre (Cile e Paraguay) sia per semplici vendite di territorio (principalmente in favore di Perù, Argentina e Brasile). Come tutto il continente latino in origine era abitata dagli Indios e la Bolivia fu spesso teatro di sanguinosi scontri e rivolte, quasi a rappresentare lo zoccolo duro della resistenza autoctona contro gli Europei. Famosissima fu la sfortunata rivolta capeggiata da Tupac Amaru II (discendente dell’antico re Inca) in seguito alla quale egli venne ucciso per squartamento.

La Bolivia è stata teatro di diversi colpi di stato militari, così come tutti i paesi vicini, nella seconda metà del ‘900 ed è stata governata dalla dittatura sino al 1982. Sul suo territorio venne giustiziato Che Guevara da un commando della CIA nel 1967, il guerrigliero argentino non aveva fatto i conti con la diffidenza di un popolo molto isolato come quello boliviano, un popolo che per molto tempo ha visto i suoi guerriglieri più come degli invasori che come un aiuto, tanto che sino al 2006 non ci sono quasi mai stata pubbliche cerimonie in sua memoria nel piccolo villaggio in cui venne ucciso (La Higuera).

Al di là di questi semplici cenni storici stiamo parlando di un paese bellissimo che al suo interno racchiude paesaggi e terre diversissime tra loro. Si pensi ad esempio al grande lago Titicaca diviso a metà col Perù ed alla maestosità delle montagne andine, si pensi all’enorme deserto salato del Salar de Uyuni… ma anche alle foreste tropicali ai confini col Brasile e alla grande foresta tropicale secca nel Chaco. Sicuramente un paese in cui non mancano le bellezze architettoniche tipiche delle città coloniali spagnole ammirabili a La Paz e Sucre, ma anche a Cochabamba e Santa Cruz. In Bolivia convivono più di quaranta etnie diverse, alcune delle quali molto isolate.