Storia: Novembre 1917

103 anni fa, tra gli ultimi mesi del 1917 e i primi mesi del 1918, la situazione militare della Prima Guerra Mondiale andava delineandosi in maniera inequivocabile. La situazione degli Imperi Centrali diventava sempre più critica: l’Impero Ottomano pareva destinato ad un inevitabile collasso, l’Austria-Ungheria era ormai completamente dipendente dall’aiuto militare tedesco, la Bulgaria reggeva bene nella misura in cui era impegnata in uno scacchiere tutto sommato facile da gestire, infine la Germania cominciava a sentire la pesantezza economica dei tanti anni di sforzo bellico continuativo. Dall’altra parte del fronte la Francia e l’Inghilterra, anch’esse stremate, godevano di un maggiore respiro grazie al consistente aiuto bellico e militare degli Stati Uniti, la Russia stava collassando su stessa a causa delle spinte rivoluzionarie, l’Italia cercava di raccogliere i cocci dopo la batosta di Caporetto.

Sul fronte della Palestina si registrarono importanti eventi le cui conseguenze riempiono ancora oggi le pagine della storia e spesso della cronaca. In concomitanza con la vittoria britannica nella Terza Battaglia di Gaza, con la quale venne spezzato il fronte ottomano, il 2 Novembre 1917 il ministro degli esteri inglese Arthur Balfour si dichiarò favorevole alla creazione di un sostanzioso avamposto sionista in Palestina. Questo evento e gli atti successivi alla conclusione della guerra crearono i primi presupposti per quella che oggi conosciamo come la “questione palestinese”. Gli Inglesi, con il beneplacito della Francia, si apprestavano a tradire le promesse fatte agli Arabi per convincerli a ribellarsi contro gli Ottomani. Il 17 Novembre 1917 gli Inglesi erano già alle porte di Gerusalemme…

Dichiarazione di Balfour:

Egregio Lord Rothschild,
È mio piacere fornirle, in nome del governo di Sua Maestà, la seguente dichiarazione di simpatia per le aspirazioni dell’ebraismo sionista che è stata presentata, e approvata, dal governo.
“Il governo di Sua Maestà vede con favore la costituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico, e si adopererà per facilitare il raggiungimento di questo scopo, essendo chiaro che nulla deve essere fatto che pregiudichi i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche della Palestina, né i diritti e lo status politico degli ebrei nelle altre nazioni”.
Le sarò grato se vorrà portare questa dichiarazione a conoscenza della federazione sionista.

Sul fronte italiano il 8 Novembre 1917 il generale Luigi Cadorna veniva destituito dal comando dell’esercito in favore di Armando Diaz. Il 13 Novembre 1917 iniziò la Prima Battaglia del Piave, durata tredici giorni, con l’obiettivo di bloccare la dilagante avanzata delle truppe austro-tedesche. La battaglia fu un successo italiano, anche se pagato molto caro in termini di vite umane, le truppe degli Imperi Centrali rimasero appunto bloccate sulle rive del Piave senza riuscire più a proseguire l’avanzata.

Sul fronte occidentale il 10 Novembre 1917 giunse al termine la Battaglia di Passchendaele iniziata a fine Luglio senza che gli Inglesi riuscissero a spezzare la linea tedesca, di fatto si trattò dell’ennesimo bagno di sangue sostanzialmente inutile. Pochi giorni dopo il 25 Novembre 1917 cominciò la Battaglia di Cambrai dove una iniziale avanzata degli Alleati venne poi totalmente respinta dai Tedeschi. La situazione della Germania però era molto critica a causa del ristagno economico dovuto al blocco navale britannico, nel Mare del Nord si consumò (17 Novembre 1917) l’ennesimo scontro tra le flotte dei due paesi nella Battaglia di Helgoland, scontro alla fine risultato inconcludente per entrambi. Anche nelle colonie la Germania era ormai totalmente stremata e gli ultimi raparti ormai decimati dell’Africa Orientale Tedesca il 25 Novembre 1917 sconfinarono nel Mozambico portoghese nel tentativo si sfuggire ai britannici nel settore del Tanganika.

Gli occhi del mondo però continuavano ad essere rivolti verso gli eventi che stavano devastando la Russia. Tra il 7 e 8 Novembre 1917 scoppiò la Rivoluzione d’Ottobre (così chiamata per le differenze di date secondo il calendario giuliano): i bolscevichi si impadronirono del potere con la forza dando vita alla Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa e portando Lenin a capo del governo. La reazione della parte avversa non si fece attendere e le prime rivolte anti-bolsceviche nella capitale portarono allo scoppio della guerra civile. Il 22 Novembre 1917, approfittando della situazione, l’Ucraina dichiarò l’indipendenza dalla Russia.

Storia: Luglio e Agosto 1917

Nell’estate 1917 la Grande Guerra sembrava aver raggiunto un nuovo livello di intensità, dopo le grandi manovre del 1914, dopo la guerra di posizione del 1915, dopo gli inutili bagni di sangue del 1916, nella mente di tutte le nazioni in causa il 1917 doveva diventare un anno risolutivo per le sorti del conflitto… e in buona parte questa aspettativa venne rispettata.

Sul fronte orientale iniziava il 1 Luglio 1917 l’ultima grande offensiva russa: l’offensiva Kerenskij, il gigante russo era in crisi totale per le grandi ondate rivoluzionarie che lo scuotevano dall’interno. l’offensiva prese piede in Galizia. Le nuove disposizioni dei Soviet politici della capitale prevedevano che ogni azione bellica fosse preceduta da un’assemblea dei soldati stessi che ne valutassero l’opportunità, esautorando di fatto il potere degli alti ufficiali di impianto zarista. I primi giorni dell’offensiva furono travolgenti più per le mancanze dell’esercito austro-ungarico che per le reali capacità dei Russi… di fatto si stavano scontrando due imperi di carta destinati a crollare. L’intervento tedesco (19 Luglio 1917) fu determinate per interrompere l’offensiva e per passare al furioso contrattacco che mandò totalmente in rotta l’esercito russo, costretto a ritirarsi per oltre 240 km. Il governo di Kerenskij ne uscì esausto, ormai ovunque si susseguivano le voci di una imminente rivoluzione guidata dai Bolscevichi.

prigionieri Russi 1917

Sul fronte dei Balcani la Grecia fu indotta a dichiarare guerra agli Imperi Centrali, soprattutto in chiave anti-bulgara. Nel frattempo un “Comitato Jugoslavo” formatosi sotto l’ala protettrice anglo-francese prese l’impegno politico di formare un futuro Regno dei Serbi, Croati e Sloveni in funzione anti-austriaca, per questo fu approvata il 20 Luglio 1917 la dichiarazione di Corfù. Bosniaci e Montenegrini non furono chiamati in causa su questa questione che li riguardava direttamente. Sul fronte rumeno le disavventure russe in Galizia produssero un forte reazione dell’esercito rumeno che cercò di scacciare gli austro-ungarici dalla Moldavia e di resistere disperatamente alle continue incursioni nemiche, il particolare la Battaglia di Mărășești (6 Agosto – 8 Settembre 1917) fu l’ultima grande vittoria rumena della guerra.

Sul fronte italiano andò in scena l’Undicesima Battaglia dell’Isonzo (17 – 31 Agosto 1917), intrapresa in parte per la paura di una imminente offensiva austro-ungarica (che sarebbe arrivata qualche mese dopo) e in parte per le forti pressioni degli Alleati che volevano disperdere l’attenzione degli Imperi Centrali su più fronti caldi. Nonostante le scarse conquiste territoriali lo scontro dimostrò che le truppe di Vienna erano ormai vicine ad un crollo psico-fisico totale, l’unico fattore in grado di far reggere questo fronte (come quello orientale del resto) poteva essere l’arrivo di truppe tedesche… cosa che poi effettivamente avvenne.

Sul fronte occidentale cominciò il 31 Luglio 1917 la grande offensiva britannica nelle Fiandre che sarebbe passata alla storica come Battaglia di Passchendaele. L’offensiva si svolse a più ondate e di fatto interessò anche altri settori, come quello di Verdun.

Soldati Britannici 1917

Sul fronte prossimo alla Palestina le truppe arabe guidate da Lawrence d’Arabia e Awda Abu Tayi sconfissero gli Ottomani nella Battaglia di Aqaba il 6 Luglio 1917.

Altri paesi si unirono agli Alleati contro le forze degli Imperi Centrali: Cina (14 Agosto 1917), Siam (22 luglio 1917) e Liberia (4 Agosto 1917).