Storia: Settembre 1915

Il settembre 1915 cominciò con una pessima notizia per le forze degli Alleati: il Regno di Bulgaria siglò un trattato di alleanza con la Germania il giorno 6, questo non poteva che avere ripercussioni negative sull’instabile fronte dei Balcani. Questo fu uno dei motivi per cui i Francesi e gli Inglesi cominciarono ad interessarsi più da vicino a quel settore. Di fatto la Serbia era circondata su tre lati (anche se restava esclusa dalla contesa la Romania). Iniziò una rapida manovra per portare aiuto alla Serbia. Le truppe Alleate sbarcarono a Salonicco in Grecia, in quel momento neutrale, puntando a condurre una campagna di conquiste in Macedonia per cercare di arrivare il prima possibile in Serbia. A questa offensiva parteciparono anche forze militari italiane. Lo sbarco avvenne il 22 Settembre 1915, ma la campagna durò sino alla fine della guerra, assumendo i tratti tipici degli altri fronti europei.

Sul fronte orientale la situazione non era delle migliori per i Russi. Già il giorno 8 Settembre 1915 lo Zar aveva rimosso il comandante in capo dell’esercito per i pessimi risultati conseguiti nel corso degli ultimi mesi di guerra. La direzione passò nelle mani dello stesso Zar, che però di lì a pochi giorni registrò l’ennesima grande delusione militare con la perdita della città di Vilnius ad opera dei Tedeschi. La situazione sul fronte orientale sembrava compromessa e questo avrebbe iniziato a minare il morale dell’intero popolo russo… con effetti sempre più evidenti a partire dal 1916.

Soldati Inglesi in azione a Loos

Sul fronte occidentale continuò l’inesorabile scontro senza apparenti risultati tra le forze in campo, come nel caso della Terza Battaglia di Artois combattuta tra il 15 Settembre e il 4 Novembre 1915 (oltre 160.000 perdite complessive) o della Seconda Battaglia dello Champagne combattuta tra il 25 Settembre e il 6 Novembre 1915 (quasi 250.000 perdite complessive) o della Battaglia di Loos combattuta tra il 25 Settembre e il 19 Ottobre 1915 (con il primo impiego dei gas tossici da parte degli Inglesi e oltre 75.000 perdite complessive). A Loos tra gli altri morì anche John Kipling figlio del noto scrittore Rudyard.

John Kipling
John Kipling

“Have you news of my boy Jack?”
Not this tide.
“When d’you think that he’ll come back?”
Not with this wind blowing, and this tide.

“Has any one else had word of him?”
Not this tide.
For what is sunk will hardly swim,
Not with this wind blowing, and this tide.

“Oh, dear, what comfort can I find?”
None this tide,
Nor any tide,
Except he did not shame his kind —
Not even with that wind blowing, and that tide.

Then hold your head up all the more,
This tide,
And every tide;
Because he was the son you bore,
And gave to that wind blowing and that tide!

(Rudyard Kipling, 1916)

Storia: Introduzione alla Grande Guerra

Nel precedente blog, che alcuni ricorderanno, ci siamo occupati a lungo e diffusamente della Prima Guerra Mondiale; il tutto con appuntamenti cadenzati a ripercorrere le tappe negli anni del centenario dal 2014 al 2018. Per questo motivo nella rubrica storica andremo a recuperare quel percorso con cadenza settimanale, riproponendo ogni settimana un mese diverso della Grande Guerra. Per questo motivo nel prossimo articolo ci occuperemo delle origini di questo immane conflitto.

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Il 28 Luglio 1914 l’Austria dichiarava guerra alla Serbia scatenando una reazione a catena che avrebbe coinvolto interi continenti in una estenuante e sanguinosa guerra. Di recente ci siamo occupati della Prima Guerra Balcanica e della Seconda Guerra Balcanica, due eventi che precedettero di poco il grande evento bellico anticipandone molte problematiche e controversie. Questo evento storico oggi sembra molto lontano e distante, eppure non è così. Cento anni di storia non sono un lasso di tempo realmente ampio, basti pensare che con tutta probabilità molti dei nostri bisnonni possono aver combattuto in quella guerra: stiamo parlando di tre generazioni fa! Certo possediamo quasi unicamente filmati e fotografie in bianco e nero e questo ci da l’illusione che si tratti di qualcosa di lontano, ma lo stesso discorso può valere anche per la Seconda Guerra Mondiale. No, non sono eventi così lontani da noi. Eventi vicini, ma che in pochi conoscono ad un livello approfondito. I libri di scuola descrivono solo i fatti fondamentali di quegli anni, sorvolando su storie, uomini ed eventi che sono stati protagonisti di quei giorni drammatici.

Storia: Seconda Guerra Balcanica (1913)

In precedenza abbiamo parlato della delicata situazione dei Balcani all’inizio del ‘900 e della situazione esplosiva che portò alla Prima guerra balcanica, tutti eventi da inserire a pieno titolo tra le avvisaglie della Prima Guerra Mondiale che sarebbe scoppiata nel 1914. La guerra nei Balcani del 1912-13 si era conclusa con una sconfitta ed un ridimensionamento dell’Impero Ottomano, il quale aveva perso la quasi totalità dei suoi rimanenti territori europei. Tra i vincitori serpeggiava però del malcontento, ad essere insoddisfatta era principalmente la Bulgaria che rivendicava i territori della Macedonia finiti sotto il controllo della Serbia.

La Bulgaria attaccò i suoi ex alleati (Grecia, Montenegro e Serbia) il 29 Giugno 1913 ad un mese dalla fine della precedente guerra. Le tre nazioni resistettero però agli attacchi delle truppe dello Zar Ferdinando I. In uno scenario così incerto ed esplosivo era inevitabile che altri paesi interessati all’area si inserissero nella disputa, fu così che la Romania e l’Impero Ottomano intervennero al fianco di Grecia, Montenegro e Serbia, facendo pendere l’ago della bilancia in favore della coalizione. Gli Ottomani riconquistarono immediatamente Adrianopoli, persa nel corso del precedente conflitto. I Rumeni invece con rapide manovre attraversarono il Danubio puntando direttamente sulla capitale del Regno di Bulgaria: Sofia.

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Truppe Greche vittoriose sui Bulgari a Kavala

Il 10 Agosto 1913 il conflitto terminò con la sconfitta della Bulgaria. Una pace venne siglata a Bucarest tra le varie potenze, una pace velleitaria destinata a disperdersi nel mare di sangue della Grande Guerra. La Serbia ottenne l’annessione di tutta la Macedonia eccetto le porzioni rimaste alla Grecia, per cui la Bulgaria non controllava più nessun lembo di quella terra (le truppe di Sofia durante la Prima Guerra Mondiale combatteranno infatti insieme ad Austro-Ungarici e Tedeschi contro i Rumeni ed i Serbi). Il Montenegro ottenne alcuni lembi del neonato stato di Albania (restava comunque aperta la problematica del mancato sbocco sull’Adriatico della Serbia). La Grecia ottenne Salonicco, l’Epiro e Creta. La Romania ottenne quasi tutta la Dobrugia e parte della costa bulgara sul Mar Nero.

La pace dei Balcani non era destinata a durare a lungo…

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Truppe rumene entrano in Bulgaria

Storia: Prima Guerra Balcanica (1912-13)

In un articolo precedente abbiamo parlato dell’Impero Ottomano accennando al suo progressivo decadimento, oggi parleremo di alcuni fatti accaduti prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale; fatti che possono essere considerati il preambolo dei tragici eventi del 1914-1918. Il tempo in cui l’Impero Ottomano insediava Vienna e teneva gli stati balcanici come vassalli era finito già da diversi anni ed erano sorti diversi stati indipendenti, spalleggiati per lo più dalla Russia zarista e di rimando sorvegliati a vista da un sempre più preoccupato (e in crisi) Impero Austro-Ungarico. In tutto questo gli Ottomani controllavano ancora un vasto territorio che da Adrianopoli (oggi Edirne, in Turchia) si estendeva sino a Tirana, passando per le città greche di Salonicco e Giannina a sud e per Pristina e Skopje (capitale dell’odierna Macedonia) nel nord. Questa fascia di terra faceva gola ai Bulgari, ai Montenegrini, ai Greci ed ai Serbi: questi quattro regni erano uniti da una serie di alleanze sin dai primi mesi del 1912, la loro unione era nota come Lega Balcanica.

First Balkan War
I Balcani nel 1911

A convincere la Lega a procedere apertamente contro gli Ottomani era stato un evento bellico iniziato nel 1911: la guerra tra il Regno d’Italia e l’Impero Ottomano per il dominio della Libia e del Dodecaneso. Gli Italiani stavano riportando una serie di vittorie incoraggianti e la scarsa resistenza dell’esercito turco faceva pensare ad un’analoga facilità di vittoria anche nel teatro dei Balcani. Alla Lega Balcanica serviva solo un piccolo pretesto per lanciarsi all’attacco e furono proprio gli Ottomani a fornirne uno bloccando a Salonicco un carico di armi dirette in Serbia e dislocando ad Adrianopoli nuove truppe in funzione anti-bulgara.

La guerra iniziò l’ 8 Ottobre del 1912 e nei successivi sette mesi le truppe dei quattro regni coalizzati sconfissero gli Ottomani cacciandoli via anche da Adrianopoli. In tutto questo le altre nazioni europee cominciarono ad interessarsi sempre di più alla questione balcanica: in tanti sentivano che dietro il nazionalismo di Serbia e Bulgaria si agitava lo spettro dello Zar. Fu proprio l’ingerenza della Francia, della Germania e dell’Impero Britannico a portare alla pace del 30 Maggio 1913, ma in questo modo le cose non andarono come le avevano pianificate inizialmente i paese della Lega Balcanica. Tutti ottennero dei territori in più, ma la nascita del principato d’Albania (sotto la protezione europea) determinò la mancanza di uno sbocco sul mare per la Serbia (che ne aveva fatto uno dei suoi principali obiettivi). Il nodo principale diventò quindi la spartizione della Macedonia dove la Serbia chiedeva maggiori territori alla Bulgaria come compensazione del fatto di cui sopra. Nel frattempo andavano inasprendosi i contrasti tra Bulgari e Greci per il controllo di Salonicco, rivendicato da entrambi. La pace era troppo instabile in quel fine primavera del 1913…

Sembra che il mondo del 2018 conservi buona parte degli stessi problemi di quello del 1912, basti pensare alle recenti problematiche politiche della Macedonia.

Bulgarian Postcard First Balkan War
Cartolina Bulgara in chiave anti Ottomana

Una curiosità. Il 1 Novembre del 1911 un aereo italiano era stato impiegato per sganciare bombe su una postazione turca: era il primo bombardamento della storia. Nella Prima guerra balcanica si cominciò a fare largo uso degli aerei soprattutto come ricognitori, ma anche come bombardieri e talvolta per lanciare volantini di propaganda. Era l’inizio di un nuovo modo di fare la guerra.