Volksgeist: 23 Agosto 1839

Hong Kong viene occupata durante la Prima Guerra dell’Oppio da parte dell’Impero Britannico e vi resterà per i successivi 156 anni (1 Luglio 1997).

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Volksgeist: 22 Agosto 1910

Col trattato di annessione nippo-coreano la Corea diventa a tutti gli effetti parte del Giappone. La dominazione Giapponese durerà sino alla fine della Seconda Guerra Mondiale ed è ancora oggi oggetto di scontro diplomatico tra i tre paesi coinvolti. 

Tu lo dici #47

Dopo aver subito uno scacco, bisogna trarne una lezione e modificare le proprie idee in modo tale da farle corrispondere alle leggi del mondo esterno, e così di potrà trasformare lo scacco in un successo; è quel che è espresso dalle massime: la sconfitta è la madre del successo e ogni insuccesso ci rende più cauti.

(Mao Tse-tung)

Lemuria Dixit: Nāga

Il mondo antico e della mitologia è popolato da creature misteriose e da interi popoli le cui caratteristiche psico-fisiche non sono assimilabili a quelle dell’umanità moderna. Intere leggende narrano di esseri dal corpo per metà umano e per metà di animale, di esseri in grado di mutare forma a piacimento, di razze antiche scomparse dopo intensi e drammatici eventi. Alcune di queste razze ritornano ciclicamente nei racconti umani, rinnovando la leggenda ed aggiornandola ai tempi nostri. Talvolta il mito non muore e perpetua i suoi frutti nei sotterranei del complottismo più ridicolo e talvolta negli alti piani dell’occultismo. Tra le creature più ricorrenti nella storia dell’uomo troviamo gli Uomini Serpente, una razza con caratteristiche semidivine che compare più volte nelle mitologie di popoli della terra distanti tra loro. Senza stare ad analizzare l’attuale dissertazione su Nuovi Ordini Mondiali, Uomini Rettile che governano il mondo e similari… volevo soffermarmi semplicemente sulla rappresentazione asiatica di questo antica e potente razza: i nāga.

I nāga sono creature che vivono in un misterioso, quanto ricco, regno sotterraneo. Hanno la capacità di assumere sia la piena forma umana che la piena forma serpentina e sono associati in genere all’acqua e a tutti gli eventi (positivi e negativi) ad essa correlati. Per accedere alle misteriose città dei nāga si dovrebbe cercare sul fondo dei laghi o dei fiumi più profondi. Sono esseri positivi tranne per coloro che danneggiano deliberatamente l’ambiente. In tutto il mondo asiatico compaiono quindi in associazione al concetto di fertilità, al ciclo di piogge che favorisce abbondanti raccolte, ma anche alle tremende alluvioni di alcuni grandi fiumi.

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Creature mitiche in una rappresentazione Birmana, il primo a sinistra è un Nāga

I nāga talvolta si mischiano agli esseri umani e si riproducono con loro, si narra ad esempio che una principessa dei nāga si sposò con il primo re dell’antica Cambogia, dalla loro unione sarebbe nato il popolo cambogiano. Secondo questa leggenda questo popolo di serpenti abitava una vasta area dell’Oceano pacifico. Se analizziamo leggende similari dell’area asiatico-pacifica si giunge ad associare gli uomini serpente al mitico continente di Mu, un continente perduto nel più classico stile atlantideo. Ma di questo parleremo poi un’altra volta. In ogni caso su molti templi della regione sono rappresentati i nāga, vedasi le interessanti statue del tempio di Angkor Wat che rappresentano nāga a 7 teste (1 per ogni razza della loro società).

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Nāga Kanya

Un’altra leggenda, comune ai nāga e al continente perduto di Mu riguarda il segreto dell’elisir di lunga vita. La leggenda narra che questi mitici esseri rubarono una coppa di pura vita agli dei, mentre questi erano intenti a distribuirla alle creature del mondo. Le divinità recuperarono la coppa, ma una parte del suo contenuto cadde a terra. I nāga si misero a leccare il terreno per bere la pura vita e così facendo si tagliarono la lingua, che rimase per sempre biforcuta.

La visione tutto sommato pacifica, positiva e naturalistica, dei nāga contrasta enormemente con l’immagine quasi terrorizzante dei malvagi uomini serpente che vorrebbero controllare il mondo.

Storia: Tamerlano ed il suo impero

Siete un giovane ragazzo che si diletta a rubare pecore dai greggi altrui finché un giorno un pastore giustamente inferocito vi ferisce ad una gamba con una freccia rendendovi per sempre zoppo (in realtà ci sono versioni contrastanti su questo aneddoto, per molti storici la ferita fu procurata in battaglia). Fin qui può sembrare un’ordinaria storia di delitto e castigo, ma in realtà si tratta dell’inizio di una straordinaria avventura che vi porterà a costruire un vasto impero nel centro dell’Asia. Oggi siete Tamerlano fondatore della dinastia timuride, attiva nell’area per oltre cento anni e diretta progenitrice della dinastia Mogol in India.

Tamerlano nasce poco distante da Samarcanda, in Uzbekistan, figlio di un capo di una tribù turco-mongola di religione musulmana; la sua famiglia è imparentata alla lontana con quella di Gengis Khan. Diventa presto un furbo condottiero in grado di sfruttare le rivalità delle tribù della sua regione a proprio vantaggio, conquistandole e sottomettendole una dopo l’altra diventando a soli trentaquattro anni Emiro di una vasta area tra Uzbekistan e Kazakistan, scegliendo come capitale proprio Samarcanda e sposando una discendente di Gengis Khan per legittimare ulteriormente il proprio dominio.

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Le conquiste di Tamerlano

Negli anni successivi Tamerlano assesta duri colpi prima all’Orda d’Oro per poi conquistare l’intera area della Persia e dell’Azerbaijan e buona parte dei territori di Afghanistan ed Iraq, giungendo di fatto a controllare gran parte della Via della Seta. Ma la sua sete di conquista non si ferma qui, nel 1398 attacca il signore musulmano di Dehli (in India), approfittando di una guerra civile, e subito dopo quella vittoriosa spedizione attacca prima l’Impero Ottomano poi il sultanato mamelucco dell’Egitto conquistando anche la Siria.

Gli Europei, preoccupati dall’avanzata dell’Impero Ottomano stringono alleanza con Tamerlano nell’intento di preservare quel che resta dell’Impero Bizantino e questa momentanea amicizia ritarderà al caduta di Costantinopoli di quasi cinquantanni. In realtà Tamerlano non è molto interessato alle faccende dell’Europa ed i suoi sogni di gloria guardano con ansia alla Cina, come in una sorta di richiamo naturale della sua stirpe.

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Statua di Tamerlano a Samarcanda (Uzbekistan)

Un richiamo fatale. Nel 1404 Tamerlano parte per assaltare la Cina, ma il pessimo clima dell’ Asia Centrale lo fa ammalare e probabilmente gli procura una polmonite. Muore quindi il 19 gennaio del 1405 in territorio kazako, prima ancora che la sua impresa cinese cominciasse. Il suo impero praticamente si dissolse con la sua morte, riposa in un mausoleo a Samarcanda ed è considerato un eroe nazionale da tutta la popolazione uzbeka.

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Mausoleo di Tamerlano a Samarcanda (Uzbekistan)