Il Grimorio di Odenwald #67

Apocalisse 5,10-14

11 Durante la visione poi intesi voci di molti angeli intorno al trono e agli esseri viventi e ai vegliardi. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia

12 e dicevano a gran voce:

“L’Agnello che fu immolato
è degno di ricevere potenza e ricchezza,
sapienza e forza,
onore, gloria e benedizione”.

13 Tutte le creature del cielo e della terra, sotto la terra e nel mare e tutte le cose ivi contenute, udii che dicevano:

“A Colui che siede sul trono e all’Agnello
lode, onore, gloria e potenza,
nei secoli dei secoli”.

14 E i quattro esseri viventi dicevano: “Amen”. E i vegliardi si prostrarono in adorazione.

Sturm und Drang: Inferno e Notte

Urla che nessuno può sentire, lanciate nella notte in direzione del cielo. Dolore… sempre e solo dolore, fisico, mentale, spirituale… sento le belve che mi divorano un pezzo per volta, attente a non farmi morire per poter prolungare ancora di più questa agonia. Quando finirà? Finirà?

E se poi non finisse? Forse è una condanna a cui non posso sottrarmi, un’espiazione eterna per le mie colpe. E allora mi rendo conto di essere già morto da tempo e questo non può che essere il mio angolo di inferno, il mio antro della punizione. Sto pagando e non avrà mai fine.

Ecco allora che tutto si spiega. L’aver voltato le spalle agli angeli nell’ultimo istante in cui ancora mi tendevano la mano. Ed ora il gelido tocco del demonio si appropria di ogni millimetro della mia esistenza, divorando avidamente le mie carni putrefatte, la mia anima marcia, il mio essere immondo. Non c’è fine… ne mai ci sarà