Storia: Aprile 1915

Ad Aprile 1915 il governo Italiano intensificò la sua trattativa diplomatica a Londra con gli Alleati giungendo alla firma del “segreto” Patto di Londra del 26 Aprile 1915, con la quale l’Italia si assicurava l’Istria e la Dalmazia in caso di vittoria del conflitto… questo patto sarebbe poi rimasto in parte disatteso generando la questione fiumana ad esempio.

A Gallipoli continuava il sanguinoso braccio di ferro tra l’Impero Ottomano e gli Alleati. Il 25 Aprile 1915 ebbe luogo un massiccio sbarco di truppe Inglesi, Francesi, Australiane e Neozelandesi per cercare di conquistare le fortezze dei Dardanelli. Sbarcarono e si organizzarono per creare una serie di offensive la prima delle quali culminò con la Prima Battaglia di Krithia del 28 Aprile 1915 nella quale i Turchi uscirono vittoriosi. Nel frattempo gli Ottomani si videro messi in difficoltà ad oriente da una insurrezione di separatisti armeni che occuparono la città di Van nell’Anatolia orientale. La questione Armena era già deflagrata nell’ancora dibattutissimo Genocidio Armeno. La resistenza di Van durò dal 19 Aprile all’inizio del mese di Maggio 1915.

Marce della morte – Genocidio Armeno

Gli Ottomani erano sotto forte pressione e cercavano di contrastare il nemico sui diversi fronti in cui erano impegnati. Ad esempio tra il 12 ed il 14 Aprile 1915 si svolse la Battaglia di Shaiba, a sud-ovest di Bassora. Questo scontro permise agli Inglesi di mantenere saldo il controllo sulla zona da poco conquistata riuscendo a resistere coraggiosamente alle soverchianti forze nemiche. Conseguenza diretta di questo scontro fu che le popolazioni arabe cominciarono a ripensare il loro appoggio nei confronti degli Ottomani dando via presto a numerose rivolte che facilitarono il compito degli Alleati.

Sul fronte occidentale il 22 Aprile 1915 iniziò la Seconda Battaglia di Ypres nella quale i Tedeschi fecero un largo uso dei gas tossici nel loro attacco contro le truppe francesi ed algerine. La battaglia durò a più fasi per circa un mese e vide gli Alleati riuscire nella disperata impresa di mantenere la maggior parte delle postazioni difensive. Dopo questa battaglia tutti gli eserciti iniziarono a sviluppare e preparare grandi arsenali di armi chimiche. Il volto della guerra stava cambiando in una sempre più crudele maschera insanguinata.

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Storia: genocidio armeno

Chahnourh Varinag Aznavourian (1924 – 2018)

A pochi giorni dal decesso di Charles Aznavour (al secolo Chahnourh Varinag Aznavourian), figlio dell’Armenia in terra di Francia, ripercorriamo la triste pagina di storia che portò la sua famiglia ad abbandonare la propria terra.

L’Impero Ottomano di fine ‘800 era un gigante sempre più indebolito dalle divisioni interne e minato da vicini sempre più forti ed interessati ai suoi territori. Se fino al secolo precedente era il sultano a minacciare l’impero di Vienna e a controllare gli interi Balcani ora si facevano avanti nuove potenze, come la Russia, disposte a sostenere delle lunghe guerre pur di strappare le regioni migliori. Vastità di territori significava vastità di popolazioni, di lingue e di religioni. Alcuni stavano sotto la spada ottomana in maniera pacifica e rassegnata, altri invece sognavano l’indipendenza e si muovevano di nascosto in questo senso. All’inizio del ‘900 presero il potere i “Giovani Turchi”, un movimento politico fondato a Salonicco il secolo precedente con l’intento di modernizzare l’Impero Ottomano al fine di preservarlo; il loro stile di governo si rivelò subito autoritario ed accentratore, tanto da aumentare i dissensi all’interno delle popolazioni soggiogate dai Turchi.

Territorio dell’antica Armenia

Tra questi popoli c’era quello Armeno. Gli Armeni occupavano un vasto territorio diviso tra più nazioni (esattamente come oggi), ma a quel tempo i due principali attori sulla terra armena erano i Turchi ed i Russi. I Giovani Turchi temevano che gli Armeni potessero allearsi coi Russi al fine di ottenere l’indipendenza e danneggiare così gli interessi ottomani nell’area del Caucaso. Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale accentuò i dubbi del governo e ben presto ci si rese conto che a fronte di alcuni battaglioni ottomani composti da fedelissimi armeni c’erano altri battaglioni armeni nell’esercito russo che avanzava da est. La situazione precipitò nell’Aprile del 1915 quando le autorità ottomane iniziarono ad arrestare gli intellettuali armeni a Costantinopoli. Nelle settimane successive tocco alla normale popolazione. Vennero organizzate marce della morte verso l’entroterra dell’Anatolia, con la supervisione degli addetti militari tedeschi (alleati dei Turchi ancora oggi) e con l’aiuto sin troppo zelante delle truppe curde. In pochi mesi vennero uccisi circa 1.300.000 armeni (ma la cifra potrebbe essere più alta).

Ad oggi i paesi che riconoscono ufficialmente il genocidio armeno sono una ventina, tra i quali ovviamente mancano i grandi potentati di Turchia, Stati Uniti, Cina, Gran Bretagna, Israele e Germania.

Mentre dall’altro lato troviamo tra i venti Italia, Francia, Grecia, Argentina ed ovviamente Armenia.