Il Grimorio di Odenwald #111

Il contrappasso è inesorabile, ironico, freddo e spesso gustoso. Nascosti per millenni abbiamo atteso speranzosi che la ruota del mondo compisse il suo giro e ci portasse la giustizia che chiedevamo. Al riparo delle ombre, salvaguardando i riti ed il messaggio, nascondendoci dai perseguitatori. Sognando e sperando di riappropriarci di ciò che era nostro, dei nostri luoghi e del nostro spirito originario.

Adesso il tempo è giunto. All’alba della nuova era sorgerà il nostro sole e oscurerà il loro mondo.

Sturm und Drang: il mattino dei morti

Ad ogni risveglio in questo mondo di falsità vedo il tuo viso.

Illumina lo spazio attorno a me sempre alla stessa ora.

Nella stanza, prima buia, appaiono i tuoi immensi occhi blu.

E tutto diventa luce abbagliante.

Continuo a bruciare ogni giorno fino a restare cenere.

Rinasco la notte cullato dal sogno di te.

Tu sei tutto.

Io sono morto.

Sturm und Drang: Il vampiro prima dell’alba

Senti la mano sulla spalla in piena notte, delicata… leggera… come se non volesse svegliarti, o almeno finge che sia così, mentre in realtà quello che vuole è proprio destarti dai tuoi sogni. Sa che stavi riposando tranquillo e questo non lo può permettere… no, tu devi restare vigile, attento, sveglio assieme a lei. Perchè fosti tu a risvegliarla dal suo sonno! Tu la evocasti incautamente…

Oh, quando i maestri dicevano di fare attenzione, quando i maestri dicevano di non compiere certi riti… non avevano forse ragione? Si che l’avevano… ma tu non volevi ascoltarli. Sapevi che avevano ragione, ma dovevi fare di testa tua. Ed ora lei è qui… non sai neppure come ricacciarla nelle tenebre. Del resto neppure la notte in cui l’evocasti volevi chiamare lei… 

Gli errori… già gli errori si fanno… e si pagano. Il prezzo della spavalderia può essere l’insonnia eterna, l’eterno dolore, l’eterna illusione e la carezza di chi ti sta svuotando dentro. E’ in quei momenti che l’eterno riposo della morte perde il suo cupo terrore.

Sturm und Drang: Le ore dei morti

Tic tic tic… tic

Tic… sono le 3 e stai dormendo, sono le tre e stai… tic… tic… sto dormendo? Sto sognando?

Tic… sono sveglio e guardo il soffitto… tic… tic… è l’insonnia!

Tic tic… sono le 4 e ancora respiri, in silenzio, con vergogna e parsimonia… tic… respiri.

Tic tic tic… hai sognato? Hai accarezzato un sogno? Tic… 4 e 30 minuti, nell’oblio del tic…

Tic tic… perché questo orologio non fa tac e toc? Domande… tic…

Sono le 5, tic… non dormirai mai più… tic tic tic… a che serve dormire quando non si è vivi? 

Tic… tic… tic… luce dalle finestre. L’alba non ti porterà risposte. Tic…

Dicevi che ti saresti riposato da morto, ora sai che non è così.