Guerra Civile Americana: Aprile 1861

Ad inizio Aprile era ormai chiaro che la priorità del governo federale non poteva che essere quella di rafforzare i forti presenti nei vari stati ribelli, sia che avessero già dichiarato la secessione sia che fossero ancora in fase decisionale. Tanti arsenali erano già caduti in mano ai ribelli, quasi senza colpo ferire, e per questo ogni azione andava impostata ed eseguita nel minor tempo possibile. Tra questi ne abbiamo già nominato uno destinato a passare alla storia: Forte Sumter, nelle vicinanze del porto di Charleston nella Carolina del Sud, il primo tra gli stati ribelli.

de Beauregard

Il forte, secondo i rapporti, era decisamente sguarnito e lo stesso Lincoln decise per un approvvigionamento immediato da effettuarsi mediante l’inno di un convoglio navale nel porto di Charleston, questa decisione venne presa il 4 Aprile 1861. Venuto a conoscenza di questo imminente rifornimento il governo confederato, riunito a Montgomery (Alabama) decise per la linea dura: attaccare il forte prima dell’arrivo della flotta di soccorso.

Era chiaro a tutti che quell’azione avrebbe avuto gravi conseguenze, mettendo il governo confederato in una posizione scomoda e criticabile, sarebbe stato meglio per loro se ad aprire il fuoco fossero state le truppe federali, ma in quel frangente parve essere l’unica cosa da fare.

Anderson

Il comandante delle truppe confederate, il generale Pierre Gustave Toutant de Beauregard, inviò emissari a trattare col comandante del forte, Robert Anderson, ma questi rifiutò seccamente i termini dell’ultimatum. Il giorno dopo, alle 3:20 del mattino del 12 Aprile 1861, Anderson venne informato dai confederati che questi avrebbero aperto il fuoco entro un’ora. Cosa che puntualmente avvenne ad opera di ben 43 mortai. Il bombardamento durò circa 36 ore, causando molti danni ed appena 2 morti tra gli 80 a disposizione di Anderson, il quale dovette consegnare il forte ottenendo di non essere fatto prigioniero né lui né i suoi uomini. Saputa questa notizia Lincoln cominciò a preparare i piani per una vera e propria guerra.

Qualche giorno dopo, il 17 Aprile 1861, la Virginia uscì formalmente dall’Unione. In tutta risposta due giorni dopo il governo federale dichiarò il blocco navale su tutte le coste degli Stati meridionali, blocco che sarebbe durato per tutto il conflitto.

Il 29 Aprile 1861 il congresso del Maryland decise di respingere l’ipotesi di secessione avanzata da parte della sua classe politica.

Bombardamento di Forte Sumter

Guerra Civile Americana: Gennaio – Marzo 1861

Come abbiamo visto nel precedente articolo la situazione politica nell’Unione era precipitata al seguito dell’elezione di Abraham Lincoln e l’inerzia (più o meno voluta) del Presidente uscente Buchanan non aveva fatto altro che peggiorare la situazione. Ecco cosa accadde nei primi tre mesi del 1861, ossia il trimestre che precedette lo scoppio delle ostilità.

Gennaio 1861

2 Le truppe della Carolina del Sud prendono il controllo del Fort Jackson, nei pressi di Charleston.

4-5 Truppe ribelli dell’Alabama cominciano a prendere il controllo degli arsenali federali nella zona di Mobile. La stessa cosa avviene dal 6 al 12 di gennaio in Florida, ad opera della milizia locale, con l’arsenale di Saint Augustine.

9 Il Mississippi esce formalmente dall’Unione.

10 La Florida esce formalmente dall’Unione.

11 L’Alabama esce formalmente dall’Unione.

19 La Georgia esce formalmente dall’Unione.

21 I senatori Clement Claiborne Clay e Benjamin Fitzpatrick dell’Alabama, David Levy Yulee e Stephen Russell Mallory della Florida ed infine Jefferson Davis del Mississippi si ritirano dal Senato Federale.

26 La Louisiana esce formalmente dall’Unione.

29 Il Kansas viene ammesso all’Unione come “Stato libero”, sarebbe dunque il 34° Stato. [Liberi 19 –  Schiavisti 15]

Febbraio 1861

Prima Bandiera Confederata

1 Il Texas esce formalmente dall’Unione.

4 Si riunisci a Montgomery (Alabama) la prima assemblea del Congresso Provvisorio Confederato, partecipano anche delegati della Virginia, anche se lo stato rimane per il momento nell’Unione. Nel frattempo la stessa Virginia indice una “Conferenza di pace” nel tentativo di impedire lo scoppio delle ostilità.

7 La “Nazione Choctaw” presente nel Territorio indiano si allinea alle posizioni espresse dai Sudisti.

8 Nascono gli Stati Confederati d’America, i quali non ricevono il riconoscimento da alcun paese estero oltre a non essere riconosciuti dall’Unione.

9 Viene eletto presidente della Confederazioni Jefferson Davis del Mississippi, uno dei politici che si era speso nei vani tentativi di evitare la secessione.

L’annuncio dell’elezione di Davis

Da quel momento in poi in tutti gli stati meridionali rimasti nell’unione e in tutti gli stati di confine, come il Missouri e l’Arkansas, iniziano dei feroci dibattiti sulla linea politica da seguire.

Marzo 1861

2 Il Senato dell’Unione respinge le proposte della “Conferenza di pace” indetta dalla Virginia.

4 Insediamento del Presidente Lincoln. Nel suo discorso inaugurale ribadisce le proprie intenzioni di non voler interferire con la pratica schiavista là ove essa ancora esiste, ma anche sottolinea con fermezza di essere pronto a preservare l’integrità dell’Unione con ogni mezzo disponibile.

Jefferson Davis

Dal 8 al 13 di marzo i commissari confederati presentano le loro condizioni per evitare la guerra. Il Presidente Lincoln non vorrà incontrare i commissari confederati in quanto ciò avrebbe potuto sembrare un riconoscimento di fatto dell’avvenuta separazione degli Stati secessionisti dall’Unione.

11 Il Congresso Confederato adotta la Costituzione degli Stati confederati, ratificata poi da tutti gli stati membri.

21 Parlando a Savannah (Georgia) il Vicepresidente confederato Alexander Hamilton Stephens pronuncia un discorso in cui dichiara che lo schiavismo negriero è la “pietra angolare” del governo secessionista: è il discorso della pietra angolare.

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – L’arrivo di Lincoln

Sul finire della Presidenza Buchanan la situazione politica federale era ben più che incandescente. Il Partito Democratico si presentò diviso alle elezioni del 1860, da un lato c’erano i Democratici del Nord fedeli all’Unione, mentre dall’altra c’erano i Democratici del Sud con tendenza secessioniste: i primi candidarono Stephen A. Douglas ed i secondi John Cabell Breckinridge, che era il Vicepresidente di Buchanan. Il Partito Repubblicano aveva già trovato il suo candidato in Abraham Lincoln. E come quarto contendente c’era John Bell espressione del Constitutional Union Party (simile agli scomparsi Whig).

La tornata elettorale vide una spaccatura netta tra nord e sud. Lincoln prese il 39,8% dei voti (vincendo in tutto il nord e sulla costa del Pacifico), Douglas il 29,5% (che vinse però nel solo Missouri), Breckinridge il 18,1% (vincendo in tutto il sud) e Bell il 12,6% (quest’ultimo vincendo in quegli stati di confine tra nord e sud dove erano già esplose delle violenze). In termini di grandi elettori Lincoln ne ottenne 180, praticamente il 60%, risultando il Presidente Eletto.

Visto il risultato delle elezioni gli stati del sud cominciarono ad adottare delle politiche di rottura con Washington ed a questo proposito vale la pena ricordare la cronologia di quegli eventi fino alla fine del 1860, mentre nel prossimo articolo vedremo quella dei primi mesi del 1861.

6 Novembre: Lincoln vince le elezioni, nel suo programma vi è l’abolizione della schiavitù per i nuovi stati federali e per i territori del West. Nel suo programma non c’era dunque l’abolizione della schiavitù a 360° come verrà poi propagandato in seguito…

10 Novembre: il governo della Carolina del Sud chiede che vengano indette elezioni per valutare se lo stato debba ritirarsi dall’Unione. Nel frattempo i suoi senatori (James Chesnut e James Henry Hammond) si dimettono dal Senato federale.

14 Novembre: in Alabama il Governatore decide di muoversi nella stessa direzione intrapresa dalla Carolina del Sud e lo stesso da il Governatore del Mississippi.

15 Novembre: l’esercito federale comincia a rafforzare al sua presenza nei forti del sud per prevenire la possibile confisca di armamenti da parte di eventuali ribelli.

18 Novembre: la Georgia decide di indire una consultazione elettorale con le medesime finalità della Carolina del Sud.

20 Novembre: Lincoln rilascia una dichiarazione ufficiale distensiva nella quale rassicura di non aver intenzione di intervenire negli affari interni dei singoli stati.

22 Novembre: il Governatore della Louisiana chiede che il parlamento locale si riunisca per valutare l’uscita dall’Unione.

4 Dicembre: il Presidente uscente Buchanan condanna le indebite interferenze messe in atto dal Nord nei riguardi delle politiche schiaviste adottate dagli Stati Sudisti, ma afferma anche con chiarezza che i singoli Stati non posseggono il diritto di separarsi dall’Unione.

8 Dicembre: a partire da questa data, e nel giro di un mese, tutti i membri sudisti dell’amministrazione Buchanan si dimettono.

20 Dicembre: la Convention secessionista della Carolina del Sud dichiara concluso il suo rapporto con l’Unione, producendo un documento che diventerà pubblico e definitivo dopo quattro giorni. E’ primo stato secessionista. Per quella data la Carolina del Sud ha ritirato tutti i suoi rappresentanti dalle istituzioni federali.

28 Dicembre: i dirigenti della Carolina del Sud incontrano Buchanan chiedendogli di rimuovere le truppe federali dal loro territorio, ma il presidente uscente tergiversa nel tentativo di prendere tempo per trovare una soluzione alternativa. 

30 Dicembre: a Charleston (Carolina del Sud) i miliziani secessionisti prendono il controllo di diversi arsenali senza colpo ferire. Anche in questo caso Buchanan prende tempo non supportando di fatto le truppe federali che già da settimane chiedevano rinforzi. 

31 Dicembre: la Carolina del Sud elegge dei commissari da inviare negli altri stati del sud che stanno prendendo in considerazione la secessione.

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Buchanan

Alla fine della presidenza Pierce si tennero le elezioni del 1856. A questa tornata si sfidarono principalmente James Buchanan per il Partito Democratico, John Charles Frémont per il Partito Repubblicano e l’ex presidente Millard Fillmore per il partito anti immigrazione American Party (Know Nothing). Alla fine risultò vincitore il candidato democratico col 45,8% dei voti popolari e ben 174 grandi elettori, contro i 122 dei restanti due candidati (di cui 114 al Partito Repubblicano). Questo fu l’ultimo successo elettorale del Partito Democratico fino alle elezioni del 1884. L’insediamento avvenne il 4 marzo 1857.

1857 Inizia la guerra dello Utah tra il governo federale e la comunità dei Mormoni, in questo ambito si segnalerà il massacro di Mountain Meadows (120 coloni uccisi dai Mormoni e dai loro alleati indiani).

Lincoln 1857

1858 Abraham Lincoln diventa senatore per l’Illinois come membro del Partito Repubblicano, tra i più contrari alla possibilità di estendere la schiavitù ai territori dell’ovest non ancora statalizzati. Il Minnesota viene ammesso nell’Unione come “Stato libero”. [Liberi 17 –  Schiavisti 15]

1959 A seguito delle ripetute violenze viene arrestato e poi giustiziato l’abolizionista John Brown. L’Oregon viene ammesso nell’Unione come “Stato libero”. [Liberi 18 –  Schiavisti 15]

1860 Avviene il nuovo Censimento, negli Stati Uniti ci sono 31.443.321 abitanti (35,4% in più rispetto al 1850) di cui quasi 4 milioni di schiavi, 3.953.761. La situazione federale precipita rapidamente con la corsa alle elezioni presidenziali di quell’anno: la nomination Repubblicana all’intransigente Lincoln spinge gli stati del sud a prendere in considerazione l’ipotesi di uscita dall’Unione, mentre alcuni politici meridionali (tra cui il futuro Presidente confederato Jefferson Davis) cercano di far approvare risoluzioni che impediscano il tracollo dell’Unione.

Nel prossimo articolo: le elezioni del 1860 e le ultime fasi della Presidenza Buchanan.

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Pierce

Franklin Pierce

Alla fine della presidenza Taylor/Fillmore si tennero le elezioni del 1852. La vittoria andò al candidato del Partito Democratico, Franklin Pierce, il quale si impose con il 50,8% dei voti popolari, ma con ben 254 grandi elettori contro i 42 dello sfidante del Partito Whig, Winfield Scott. In buona parte l’esito della tornata elettorale venne determinato dall’avversione degli stati del sud per Scott, noto abolizionista. Poco prima dell’insediamento a presidente Pierce venne colpito da una tremenda tragedia famigliare: il 6 gennaio del 1853 la famiglia del presidente eletto viaggiava da Boston in treno quando il loro convoglio deragliò precipitando lungo una scarpata, lui e la moglie si salvarono, ma per il loro unico figlio di undici anni non ci fu nulla da fare (il corpo era quasi completamente decapitato). Questa tragedia influì enormemente su tutta la sua gestione presidenziale, dal momento che sia lui che la moglie caddero in un profondo stato depressivo. L’insediamento avvenne il 4 marzo 1853.

1853: Vengo stabilite le prime relazioni commerciali con l’Impero del Giappone, fino a quel momento estremamente isolazionista.

1854: Viene approvato il Kansas-Nebraska Act, per la creazione dei due nuovi territori divisi dal 40° parallelo. La questione spinosa fu da subito quelle dalla possibilità di schiavitù nei due territori, da decidere se regolare secondo il Compromesso del Missouri (quindi no schiavismo) o mediante il Compromesso del 1950 (rimandando quindi al voto popolare). Il voto di questa legge spaccò in due il Partito Whig, portando di fatto alla sua fine ed alla strutturazione del Partito Repubblicano (nel quale già si faceva notare la figura di Abraham Lincoln). La situazione in Kansas divenne esplosiva e i coloni pro o contro la schiavitù cominciarono a scontrarsi in modo sistematico, dando il via al periodo conosciuto come Bleeding Kansas, di fatto il preludio della guerra civile.

1856: L’abolizionista John Brown guida il massacro di Pottawatomie in Kansas contro coloni schiavisti in risposta ai soprusi di quest’ultimi. L’episodio fu uno dei più incisivi del Bleeding Kansas.