Storia: Luglio 1914 – parte seconda

Come abbiamo visto la settimana scorsa il governo di Vienna aveva inviato un ultimatum alla Serbia. Le richieste erano molto pesanti. Le reazioni internazionali furono le più disparate. Le alte cariche del governo francese erano di ritorno da un viaggio diplomatico in Russia e non poterono dare una risposta adeguata. Gli Inglesi contattarono i Tedeschi chiedendo che facessero pressione per rinviare i termini dell’ultimatum proponendo che Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia facessero da mediatori della crisi (l’Italia in quel momento era ancora alleata di Germania ed Austria). Il governo serbo si rivolse alla Russia che però si dimostrò tiepida nel condannare l’azione austriaca. Cosa poteva fare la piccola Serbia? Il 25 Luglio era già chiaro ai Tedeschi che una risposta negativa alle richieste austriache avrebbe comportato lo scoppio di una guerra.

La risposta di Belgrado non tardò a venire. Nel precedente articolo vi ho riportato il testo dell’ultimatum austriaco, la Serbia accettò senza remore alcuni punti (8 e 10) ed altri solo parzialmente(1, 2 e 3)… ma cercò di eluderne altri (4, 5, 7 e 9). Un secco rifiuto venne invece dato al punto 6: “Adottare misure giudiziarie contro i complici del complotto del 28 giugno che si trovano sul territorio serbo; delegati del governo austro-ungarico prenderanno parte all’indagine a ciò attinente”. La Serbia ordinò la mobilitazione generale nel primo pomeriggio del 25 Luglio e poco prima delle ore 18 dello stesso giorno (poco prima quindi che scadesse l’ultimatum) consegnò la propria risposta all’ambasciatore austriaco. La risposta non soddisfaceva le richieste austriache e per questo tutto il personale diplomatico imperiale abbandonò la sera stessa Belgrado, comportando la rottura diplomatica tra le due nazioni. La guerra era più vicina.

Il 26 luglio gli Inglesi invitarono tutte le potenze a ritrovarsi per trovare una soluzione diplomatica, ma gli unici a rispondere con favore a questa proposta furono gli Italiani, tutti gli altri o declinarono l’offerta (come la Germania) o presero tempo (come la Francia e la Russia). Quello che le diplomazie di molti paesi non sapevano era che la Germania spingeva sull’alleato austriaco affinché risolvesse militarmente la diatriba con la Serbia il più in fretta possibile, onde scongiurare la mobilitazione diplomatica (o militare) degli altri paesi… ma Vienna tentennava, l’esercito non era pronto a scendere in campo prima del 10 Agosto e questo per i Tedeschi era inammissibile. In realtà in Germania c’erano due voci contrastanti: da un lato il governo premeva per la guerra, mentre il Kaiser Guglielmo II riteneva soddisfacente la risposta serba all’ultimatum e spingeva per una soluzione diplomatica.

Il 28 Luglio alle ore 12 l’Austria dichiarò guerra alla Serbia.

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Quello che sarebbe successo nei giorni successivi avrebbe portato alla più grande guerra mai combattuta sino ad allora.

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Storia: Introduzione alla Grande Guerra

Nel precedente blog, che alcuni ricorderanno, ci siamo occupati a lungo e diffusamente della Prima Guerra Mondiale; il tutto con appuntamenti cadenzati a ripercorrere le tappe negli anni del centenario dal 2014 al 2018. Per questo motivo nella rubrica storica andremo a recuperare quel percorso con cadenza settimanale, riproponendo ogni settimana un mese diverso della Grande Guerra. Per questo motivo nel prossimo articolo ci occuperemo delle origini di questo immane conflitto.

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Il 28 Luglio 1914 l’Austria dichiarava guerra alla Serbia scatenando una reazione a catena che avrebbe coinvolto interi continenti in una estenuante e sanguinosa guerra. Di recente ci siamo occupati della Prima Guerra Balcanica e della Seconda Guerra Balcanica, due eventi che precedettero di poco il grande evento bellico anticipandone molte problematiche e controversie. Questo evento storico oggi sembra molto lontano e distante, eppure non è così. Cento anni di storia non sono un lasso di tempo realmente ampio, basti pensare che con tutta probabilità molti dei nostri bisnonni possono aver combattuto in quella guerra: stiamo parlando di tre generazioni fa! Certo possediamo quasi unicamente filmati e fotografie in bianco e nero e questo ci da l’illusione che si tratti di qualcosa di lontano, ma lo stesso discorso può valere anche per la Seconda Guerra Mondiale. No, non sono eventi così lontani da noi. Eventi vicini, ma che in pochi conoscono ad un livello approfondito. I libri di scuola descrivono solo i fatti fondamentali di quegli anni, sorvolando su storie, uomini ed eventi che sono stati protagonisti di quei giorni drammatici.