Lemuria Dixit: Libro di Mormon

 Vi siete mai chiesti cosa dice esattamente il libro sacro dei Mormoni?

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Joseph Smith

1823, Joseph Smith, giovane ragazzo di Palmyra (stato di New York), riceve una rivelazione dall’angelo Moroni che gli comunica l’esistenza di antichi scritti di una civiltà sepolti in una collina nelle vicinanze della fattoria della sua famiglia. Joseph Smith illuminato da questa rivelazione ritrova le antiche tavole, scritte in “egiziano riformato” (lingua inesistente storicamente) e in soli 90 giorni riesce a tradurle. Per tradurre questa lingua sconosciuta Joseph Smith e i suoi primi adepti usano alcuni oggetti sacri di derivazione biblica: Urim e Tummin. Il risultato della traduzione sono 500 pagine in cui si narra la storia di due civiltà sconosciute e storicamente non riscontrate, per un lasso temporale di 2.600 anni.

1830, Joseph Smith pubblica il Libro di Mormon.

1838, Joseph Smith riconsegna a Moroni le mitiche tavole e dal quel momento non saranno mai più disponibili né consultabili.

Il libro così codificato e l’opera di proselitismo di Joseph Smith danno vita alla Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, più comunemente conosciuta come Chiesa Mormone. Il libro di Mormon narra quindi la storia di popolazioni che si sarebbero spostate dal Medio Oriente alle Americhe in epoche molto remote. Nel libro si distinguono due migrazioni: la prima ai tempi della costruzione della Torre di Babele (il che potrebbe essere intorno al 2.000 a.c. se la identifichiamo con la grandissima ziqqurat Etemenanki di Babilonia) e la seconda intorno al 600 a.c. nel periodo della cattività babilonese. Da queste migrazioni hanno origine due popoli: i Nefiti e i Lamaniti. I primi vivevano nella grazie di Dio e avrebbero trascritto i loro annali giunti poi a Joseph Smith, i secondi si sarebbero discostati dalla parola di Dio e sarebbero stati puniti con un inscurimento repentino della pelle diventando così i Nativi Americani.

Gesù Cristo dopo la resurrezione (34 d.c.) avrebbe trascorso tre giorni presso i Nefiti e i Lamaniti, riconciliando i due popoli che nel frattempo avevano dato vita ad una serie di guerre fratricide. Intorno al 421 d.c., con l’ennesima disputa, i Nefiti furono distrutti e in quel momento il profeta Mormon lasciò le famose tavole al figlio Moroni (non ancora angelo) il quale le avrebbe seppellite, su ordine di Dio, in attesa di tempi migliori. 

1852, il Libro di Mormon viene tradotto per la prima volta in Italiano da Lorenzo Snow.

Verità rivelata o fantastico viaggio mentale di Joseph Smith? 

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Tempio dei Mormoni – Salt Lake City – Utah
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Lemuria Dixit: Nāga

Il mondo antico e della mitologia è popolato da creature misteriose e da interi popoli le cui caratteristiche psico-fisiche non sono assimilabili a quelle dell’umanità moderna. Intere leggende narrano di esseri dal corpo per metà umano e per metà di animale, di esseri in grado di mutare forma a piacimento, di razze antiche scomparse dopo intensi e drammatici eventi. Alcune di queste razze ritornano ciclicamente nei racconti umani, rinnovando la leggenda ed aggiornandola ai tempi nostri. Talvolta il mito non muore e perpetua i suoi frutti nei sotterranei del complottismo più ridicolo e talvolta negli alti piani dell’occultismo. Tra le creature più ricorrenti nella storia dell’uomo troviamo gli Uomini Serpente, una razza con caratteristiche semidivine che compare più volte nelle mitologie di popoli della terra distanti tra loro. Senza stare ad analizzare l’attuale dissertazione su Nuovi Ordini Mondiali, Uomini Rettile che governano il mondo e similari… volevo soffermarmi semplicemente sulla rappresentazione asiatica di questo antica e potente razza: i nāga.

I nāga sono creature che vivono in un misterioso, quanto ricco, regno sotterraneo. Hanno la capacità di assumere sia la piena forma umana che la piena forma serpentina e sono associati in genere all’acqua e a tutti gli eventi (positivi e negativi) ad essa correlati. Per accedere alle misteriose città dei nāga si dovrebbe cercare sul fondo dei laghi o dei fiumi più profondi. Sono esseri positivi tranne per coloro che danneggiano deliberatamente l’ambiente. In tutto il mondo asiatico compaiono quindi in associazione al concetto di fertilità, al ciclo di piogge che favorisce abbondanti raccolte, ma anche alle tremende alluvioni di alcuni grandi fiumi.

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Creature mitiche in una rappresentazione Birmana, il primo a sinistra è un Nāga

I nāga talvolta si mischiano agli esseri umani e si riproducono con loro, si narra ad esempio che una principessa dei nāga si sposò con il primo re dell’antica Cambogia, dalla loro unione sarebbe nato il popolo cambogiano. Secondo questa leggenda questo popolo di serpenti abitava una vasta area dell’Oceano pacifico. Se analizziamo leggende similari dell’area asiatico-pacifica si giunge ad associare gli uomini serpente al mitico continente di Mu, un continente perduto nel più classico stile atlantideo. Ma di questo parleremo poi un’altra volta. In ogni caso su molti templi della regione sono rappresentati i nāga, vedasi le interessanti statue del tempio di Angkor Wat che rappresentano nāga a 7 teste (1 per ogni razza della loro società).

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Nāga Kanya

Un’altra leggenda, comune ai nāga e al continente perduto di Mu riguarda il segreto dell’elisir di lunga vita. La leggenda narra che questi mitici esseri rubarono una coppa di pura vita agli dei, mentre questi erano intenti a distribuirla alle creature del mondo. Le divinità recuperarono la coppa, ma una parte del suo contenuto cadde a terra. I nāga si misero a leccare il terreno per bere la pura vita e così facendo si tagliarono la lingua, che rimase per sempre biforcuta.

La visione tutto sommato pacifica, positiva e naturalistica, dei nāga contrasta enormemente con l’immagine quasi terrorizzante dei malvagi uomini serpente che vorrebbero controllare il mondo.