Urban Hymns #17

Gabbiano curioso…

Via della Farnesina – Roma

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Sehnsucht: Isola di Tortuga

Chi non ha mai sentito nominare almeno una volta Tortuga? Chi non ha mai visto un film sui pirati o letto un libro a riguardo? Difficile non essersi mai imbattuti in questo nome, quasi impossibile. Tortuga è una piccola a isola a Nord dell’isola di Hispaniola ed attualmente fa parte dello sfortunato stato di Haiti.

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Tortuga nel 17esimo Secolo

Nasce come colonia spagnola nel 1629, ma gli iberici non si occuparono mai seriamente dell’isola che finì ripetutamente per essere occupata dagli Inglesi e dai Francesi i quali, oltre ad ampliarne gli insediamenti e sfruttarne (con esito incerto) le piantagioni, permisero ai filibustieri di farne una base operativa permanete. Da qui la fama di Tortuga come isola dei pirati. Nel 1640 nascono i celebri “fratelli della costa” in qualità di gruppo pirata appartenente a Tortuga e l’isola andò sempre di più a ricadere sotto l’influenza coloniale francese. Sappiamo che questo periodo di larga autonomia dei filibustieri sull’isola non durò molto a lungo in quanto già alla fine del secolo l’avventura dei pirati caraibici stava giungendo al termine a causa degli accordi sempre più stretti tra le varie nazioni interessate a mantenere un controllo pacifico e fruttuoso di quella parte di pianeta.

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L’epopea pirata fece posto al commercio del legno e della canna da zucchero, ma non si arrivò mai ad un vero sfruttamento intensivo, tanto che l’isola non fu mai densamente popolata di schiavi come accadeva invece in altre zone limitrofe. Del resto anche il dominio francese non durò nel tempo e con la guerra di indipendenza di Haiti anche Tortuga si affrancò dall’occupazione coloniale: era il 1804.

Sturm und Drang: Corvi Morti

14 Aprile 2019

Alba… baracca fatiscente di una Favela… 2 Corvi morti all’interno, uno più grande ed uno più piccolo… parzialmente divorati da formiche.

DUBBIO

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Un corvo morto presagisce malattie in famiglia…

Tanti corvi indicano la risoluzione imminente di problemi e conflitti… 2 è come dire tanti o 2 è come dire pochi?

DUBBIO SENZA RISPOSTA

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Potrebbero essere arrivate entrambe le cose… la dove riposano i morti le risposte arrivano coi sussurri del vento notturno.

Prossima Fermata: Belluno

Tanti anni fa mi capitò di fare una gita in Trentino e Veneto, doveva essere un percorso tra lo spirituale e il culinario in mezzo alle bellezze ed alla semplicità di quelle terre. Fu un viaggio interessante e per la prima volta presi contatto con una realtà geograficamente legata all’Italia, ma storicamente e culturalmente impregnata di profumi austro-ungarici. Era un paese nel paese. Erano diverse le case, erano diverse le chiese, era diverso il cibo, la gente parlava come noi (non tutti in realtà), ma ovunque si sentiva la portata della storia che aveva attraversato quei luoghi. Erano state zone di guerra negli anni tra il 1915 e il 1918, erano state oggetto di conquista o di liberazione, a seconda delle diverse ottiche. Avevo da poco visto “Uomini contro” e in quella gita avevamo proprio attraversato l’Altopiano di Asiago, una terra bellissima, piena di profumi e di colori incantevoli. Eravamo nella fase finale, mancava solo una ultima tappa prima di rientrare verso Bologna.

Dopo un pranzo a base di funghi e formaggi (ho ancora quei sapori nel palato ogni volta che ci penso) il nostro pullman prese una strada di montagna in mezzo ad un enorme bosco di conifere… dico enorme perché era fitto fitto e non sembrava avere mai fine. Io me ne stavo incollato al vetro nella speranza di intravedere qualche animale: impresa impossibile in mezzo a quel fittume di rami! La strada prima andò in salita e dopo si fece in discesa. Bosco, strada, curve, bosco, strada, curve, bosco, strada, curve… per quanto sarà durato? Forse una trentina di minuti, se non di più. Poi finì la discesa e con essa il bosco, si aprì una valle luminosa e verde con le sue case e i suoi paesini. Eravamo passati dalla natura alla civiltà, anche se la presenza dell’uomo non sembrava troppo pressante. Arrivammo infine in una piccola città: Belluno.

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Belluno

E’ piccola Belluno, è quasi più un grande paese che una piccola città. Non ci fermammo molte ore e ci fu concesso di vagare liberamente per il centro storico. Piccola e meravigliosa. Una bellezza dopo l’altra, ogni palazzo era curato nel minimo dettaglio e l’architettura portava i segni del passaggio di tante popolazioni diverse nel corso della storia. Belluno me la ricordo come un posto tranquillo, poco rumoroso e modestamente popolato (in effetti siamo nell’ordine dei 35.000 abitanti). Ho un ottimo ricordo di P.zza dei Martiri e della breve sosta in un bar a bere una bibita.

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P.zza dei Martiri – Belluno

Come complesso urbano dava molto l’idea di essere a misura d’uomo, come se ogni pietra fosse stata posata dopo un’attenta ponderazione. Lo stesso accesso alla P.zza del Duomo era una piccola strada che immetteva direttamente nella piccola piazza, mentre mi sarei aspettato un qualcosa di più grande, di più ampio… eppure tutto era bello, curato e ben tenuto.

Tante cose ho scoperto negli anni successivi su quella città. In primo luogo la sua vicinanza a Longarone, paese distrutto dal disastro del Vajont e posto a soli 18 Km dal capoluogo. Durante la Prima Guerra Mondiale venne invasa dagli Austriaci dopo la rotta di Caporetto, nel corso della guerra morirono 5.000 civili per varie cause a Belluno, un vero dramma nel dramma. Ricordo anche di essere passato sotto il monumento ai caduti di quella guerra che non poteva che essere in P.zza Cesare Battisti. Lo stesso aeroporto di Belluno è dedicato ad un pilota italiano di quella guerra: Arturo dell’Oro.

Sarà che mi piacciono i luoghi a ridosso delle Alpi, ma ne ho sempre un pò di nostalgia… come se mi mancasse l’atmosfera di quei paesaggi che l’uomo non può riuscire del tutto a contaminare (per fortuna).

Curiosità: a Belluno (o limitrofe) sono nati Dino Buzzati e il poeta Ugo Fasolo.