Guerra Civile Americana: Giugno 1861

Come avremo modo di vedere nelle prossime settimane i teatri di guerra del conflitto furono diversi, alcuni resi particolarmente noti dalla letteratura e dal cinema, altri semi sconosciuti ai non statunitensi. Nelle prime fasi il conflitto si sviluppo principalmente in Virginia, questo per l’estrema vicinanza dello stato alla città di Washington. Il governo federale non poteva tollerale la minaccia confederata a così poca distanza dalla città più importante della nazione e per questo, lungo tutta la guerra, questo fu uno dei teatri più dinamici e cruenti.

La Virginia si era staccata formalmente dall’Unione, ma nella parte occidentale del suo territorio (l’odierno West Virginia) gli abitanti erano principalmente fedeli al governo di Washington. Per sfruttare questa situazione l’esercito nordista diede il via alla Campagna del West Virginia (combattuta sino a Dicembre 1861). La Campagna alla fine si rivelò un successo per l’Unione proprio per il grande appoggio della popolazione locale, cosa che il governo confederato della Virginia aveva abbondantemente sottostimato.

Fairfax Courthouse oggi

Nel Giungo del 1861 iniziarono dunque i primi scontri terrestri di tutta la guerra, si combatterono tante piccole battaglie dall’esito spesso alterno. Si cominciò il 1 Giugno 1861 con lo scontro, inconcludente, presso la Fairfax Courthouse, al quale presero parte poco più di 150 uomini, due dei quali persero la vita. Il 3 Giugno 1861 l’Unione vinse la Battaglia di Philippi, nell’omonima cittadina, la stampa del Nord presentò lo scontro come un qualcosa di epico, anche se di proporzioni contenute. La città di Philippi fu una delle prime a subire la devastazione della guerra, sia in termini di edifici distrutti che di saccheggi ad opera delle truppe vincitrici. Il 10 Giugno 1861 ci fu invece la Battaglia di Big Bethel, uno scontro di dimensioni simile a quello di Philippi, ma che vide la vittoria della Confederazione. Big Bethel fu uno dei primi segnali allarmanti per il governo dell’Unione, in quanto impreparazione degli ufficiali nordisti causò un mezzo disastro… basti pensare che la battaglia ebbe inizio con uno scontro tra due reparti nordisti che non si erano riconosciuti… ai Confederati bastò restare sulla difensiva, allertati dal rumore dello scontro tra le truppe avversarie.

Nel frattempo il 8 Giugno 1861 i cittadini del Tennessee approvarono col proprio voto la secessione.

Iniziarono poi le ostilità in un altro teatro bellico, quello del Trans-Mississippi, ossia dei territori ad ovest del fiume Mississippi (ma non comprendente la fascia del Pacifico, che rappresentò un teatro a se stante): Texas, New Mexico, Arizona, Territori Indiani, Kansas, Arkansas, Missouri e Lousiana. In questo teatro il primo scontro fu la Battaglia di Booneville nel Missouri del 17 Giugno 1681. Si tratto di uno scontro di piccola portata per il numero di soldati impiegati, ma di enorme portata ai fini strategici: la vittoria delle truppe dell’Unione permise di allontanare le forze confederate dal centro dello stato, lasciandolo quindi in pieno controllo del governo di Washington. Più volte poi gli eserciti si sarebbero scontrati di nuovo in questo luogo, ma di fatto il Missouri fu quasi sempre controllato dal Nord.

Il Grimorio di Odenwald #91

A volte vengono da noi come bambini, in certa di sapienza e di risposte. Sperduti e ciechi, assuefatti dai lunghi secoli di litanie da schiavi, imposte e ripetute. Guardano in alto, verso cieli incomprensibili, senza neppure sapere che cosa cercare esattamente.

Sentono un vuoto. Ed è comprensibile. Le belle parole do un tempo si sono perdute, le buone intenzioni hanno ceduto il passo alle cattive azioni. E se i maestri si dimostrano cattivi che fine può mai fare il loro messaggio?

Si perde, inevitabilmente. Ed è giusto che si perda e che sparisca da questo mondo allo stesso modo in cui ci fu imposto. Cosicché si possa ricostruire sulle loro macerie, costruite a loro volta sulla nostre. Nei secoli

Sturm und Drang: la dama bionda

Rumori, ovunque… frastuono… palazzi che crollano… mura che tremano…

E poi ancora rumori lontani e vicini, di questo mondo e di quello a venire…

La dama è in piedi di fronte a me… mi guarda senza dire una parola… attende…

Poi si avvicina e poggia le sue labbra sulle mie…

Le sue labbra sono morbide… il suo bacio è delicato…

Stacca le sue labbra e si allontana sorridendo…

Attorno a noi solo rovine e distruzione…

Porto la pistola alla bocca e premo il grilletto…

Non odo più rumori… vedo solo la sua chioma bionda

Pace

Guerra Civile Americana: Maggio 1861

A seguito dello scoppio delle ostilità ad opera dei Confederati gli altri stati del Sud capirono che era arrivato il momento di operare una scelta di campo non più rimandabile.

Il 6 Maggio 1861 l’Arkansas uscì formalmente dall’Unione, mentre nel Tennessee il congresso locale chiese il voto popolare circa la secessione.

L’occupazione di Baltimora

Il governo federale cercò di prendere della rapide contromisure, tra queste vi fu l’immediata occupazione militare di Baltimora nel Maryland (dopo che in Aprile vi erano già scoppiate diverse rivolte) e la messa in sicurezza di alcune fortificazioni nel Missouri, da quest’ultima mossa nacque una ribellione popolare filo-confederata a St. Louis.

Il 20 Maggio 1861 fu la Carolina del Nord ad uscire formalmente dall’Unione.

Il 23 Maggio 1861 i cittadini della Virginia approvarono elettoralmente la decisione del proprio congresso statale di secedere, che ricordiamo era stata presa un mese prima. Il governo federale pose quindi l’assedio alla città virginiana di Alexandria, sulla riva ovest del fiume Potomac, a soli 10 km dalla capitale Washington. La città venne occupata militarmente dall’Unione per tutta la durata della guerra e fu quasi più per una questione d’immagine che altro: dal tetto di un grande hotel cittadino sventolava infatti da giorni una grande bandiera della Confederazione, di tale dimensione da poter esser vista sin dalla Casa Bianca… una cosa che di certo il governo federale non poteva tollerare. Il colonnello nordista Elmer E. Ellsworth salì sul tetto del hotel rimuovendo la bandiera, mentre scendeva venne ucciso dal proprietario del albergo James W. Jackson, il quale a sua volta venne freddato dai soldati federali. A livello propagandistico sia il Nord che il Sud usarono questo fatto per elevare i due uomini a martiri dell’una o dell’altra causa. Ellsworth era l’eroe federale morto per l’Unione, mentre Jackson era l’eroe confederato morto in divesa del suo diritto di scegliere cosa esporre a casa propria.

La morte di Ellsworth

Storia: François-Paul Brueys D’Aigalliers

Ogni volta che mi metto a pensare alla profonda decadenza della società occidentale la riflessione ai muove su un concetto semplice ed al contempo tremendamente complesso: non sappiamo più vivere e non sappiamo più morire. Il nostro solo scopo è un’insensato individualismo giocato sull’apparenza, siamo diventati pagliacci di un circo enorme, tristi marionette colpe di piagnistei. Inutili nel vivere e patetici nel morire. E quando penso a questo mi immagino sempre le ultime ore di vita di François-Paul Brueys D’Aigalliers, viceammiraglio della marina da guerra francese durante le Guerre Napoleoniche.

François-Paul-Gèrard Joseph de Lorient et Saint-Louis Brueys d’Aigalliers, conte di Brueys non ebbe di certo una vita noiosa, nonostante la morte ad appena 45 anni. Veniva dalla Linguadoca ed era nato nella Francia pre-rivoluzionaria, entrando volontario all’età di 13 anni nella Marine Royale. Prese parte a diverse campagne minori, prima di distinguersi come ufficiale durante la Guerra d’indipendenza americana tra il 1780 ed il 1783. Pur avendo origini nobili allo scoppio della Rivoluzione Francese riuscì a proseguire la sua carriera in marina, divenendo capitano di vascello e partecipando alla Campagna d’Italia. Nel 1793 partecipò ad una insurrezione controrivoluzionaria a Tolone, venendo incarcerato e perdendo ogni titolo e grado, venendo però riabilitato nel 1795. Un anno dopo venne promosso contrammiraglio diventando il comandante della squadra navale del Mediterraneo e durante questo incarico ebbe modo di incontrare direttamente Napoleone, il quale lo ebbe in grande stima.

Nel 1798 divenne viceammiraglio e venne messo al comando dell’Armata d’Oriente, la forza navale che dove scortare i 368 trasporti di truppe per la conquista dell’Egitto. Dalla sua ammiraglia, L’Orient, comandava un complesso di13 vascelli di linea, sei fregate, sei brigantini, ed alcune navi minori. Una volta sbarcate le truppe Bruyes, come concordato con Napoleone, rimase lungo le coste egiziane, in attesa della caduta de Il Cairo, avvenuta poi il 23 Luglio 1798. Il corriere che trasportava tale notizia venne ucciso lungo la strada e quindi il comandante decise di restare all’ancora nel punto in cui si trovava, la baia di Aboukir. Non avendo abbastanza marinai ai suoi ordini si era deciso, in caso di battaglia, di combattere all’ancora, in modo da non dover effettuare manovre che avrebbero distolto gli uomini dai cannoni. Il suo errore principale fu quello di non disporre un servizio di avvistamenti al largo per individuare per tempo le flotte nemiche. Fu così che nel pomeriggio del 2 Agosto 1798 la squadra navale di Nelson gli piombò addosso nella baia. Con le abili mosse tattiche di Nelson, un genio della marina, lo scontro volse rapidamente in favore degli Inglesi, diventando sempre più violento e cruento.

L’Orient, che disponeva di 120 cannoni, venne attaccata contemporaneamente da cinque navi inglesi. Bruyes venne prima ferito ad una mano, poi una palla di cannone lo colpì in pieno amputandogli di netto entrambe le gambe, in pratica tagliandolo in due. Ancora deciso a combattere si fece mettere due lacci emostatici ai moncherini dicendo: “un ammiraglio francese ha il dovere di morire sul cassero di poppa”. E li si fece mettere, seduto su di una poltrona, a dirigere lo scontro… finché, come prevedibile, non morì dissanguato. L’Orient praticamente era in pezzi quando un grosso incendio raggiunse la santabarbara intorno alle 22.00… la nave esplose in una palla di fuoco nella quale morirono quasi mille uomini, tra cui il figlio dodicenne di Bruyes. L’esplosione venne udita fino a Il Cairo. La battaglia fu una decisiva vittoria degli Inglesi e in primis di Nelson.

L’esplosione de L’Orient

Il nome di Bruyes figura a Parigi sull’Arco di trionfo (pilone sud, 23ª colonna), dove decisamente merita di stare.

Volksgeist: 23 Maggio 1533

Il tribunale speciale presieduto da Thomas Cranmer, neo-Arcivescovo di Canterbury, dichiara nullo il matrimonio di Enrico VIII d’Inghilterra con Caterina d’Aragona; cinque giorni dopo, il 28 maggio, dichiara valido quello con Anna Bolena, che il 1º giugno viene incoronata regina.