Pensieri della sera #20

Non ho mai avuto paura della solitudine prima di conoscere te. Mi bastava ascoltare il lento respiro del mondo da lontano, sopravvivendo a debita distanza dalla vita. Era così, riuscivo a bastare a me stesso nonostante la difficoltà oggettiva del sopportare me stesso. Nulla che non potesse essere curato da un qualche anestetico.

Adesso invece non è più così… deve essere la consapevolezza della tua esistenza, sapere che sei là da qualche parte, che respiri e vivi… che la tua voce esiste, che il tuo essere è fatto sia di anima che di corpo… che oltre all’etereo c’è anche il materiale. E adesso c’è anche la solitudine, il vuoto generato dalla tua assenza, il dolore fisico e psichico della tua mancanza.

E’ una tortura continua, atroce e beffarda. Un colpo all’improvviso che ha annientato ogni mia certezza, ogni mia sicurezza. Il re è nudo e non è neppure un gran re… non ci può essere pace in questa condizione. No, nessuna pace, nessun sollievo da questo vuoto. Neanche la morte può salvarmi… avrei dovuto morire prima di incontrarti, adesso è tardi anche per quello.

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