Il Grimorio di Odenwald #73

XLIII – LUNA COSMEDINA (La luna cosmedina) – Benedetto XIII (1394 – 1417), nato in Spagna ad Illueca col nome di Pedro Martínez de Luna y Pérez de Gotor. Fu antipapa durante il regno di diversi Pontefici.

Venne eletto alla morte di Clemente VII dai cardinali dell’obbedienza avignonese, nel proseguo dello Scisma d’Occidente, ma non venne comunque riconosciuto dalla maggior parte della Chiesa e molti della stessa chiesa francese gli tolsero l’appoggio, tanto che dal 1398 al 1403 venne imprigionato nel suo palazzo di Avignone. Dopo diverse peripezie pose la sua sede pontificia a Perpignano. Nel 1409 venne addirittura eletto a Pisa un altro antipapa, Alessandro V, ma Benedetto XIII non cessò le sue pretese nonostante i Papi fossero diventati tre. Alla fine venne deposto e scomunicato dal Concilio di Costanza il 26 luglio 1417, l’antipapa morì isolato nel suo castello di Peñiscola. Prima di morire ordinò ai cardinali di dargli un successore; l’esiguo conclave designò il prevosto di Valencia, il quale prese il nome di Clemente VIII.

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Van Buren

Alla fine della presidenza Jackson si tennero le elezioni del 1836. A queste elezioni partecipò per la prima volta il Partito Whig (parte del futuro Partito Repubblicano) contro il Partito Democratico, fu comunque il candidato di quest’ultimo a vincere le elezioni: Martin Van Buren, con il 50,8% devi voti popolari e 170 grandi elettori. Un risultato certamente non straripante contro il candidato William Henry Harrison, che sfiderà Van Buren anche nel 1840. L’elezione del 1836 è storicamente importante poichè fu quella che sancì in via definitiva il sistema bipartitico statunitense. Il nuovo presidente si insediò il 4 marzo 1837. Si ripresentò anche alle elezioni del 1840, ma non venne rieletto.

1837: prima grande crisi economica degli Stati Uniti al seguito dello scoppio di una bolla speculativa il 10 maggio a New York, ci furono fallimenti bancari a catena e un picco spaventoso del tasso di disoccupazione. Nel frattempo in Illinois viene linciato il redattore abolizionista (e presbiteriano) Elijah Parish Lovejoy, il suo giornale aveva attaccato gli schiavisti del Sud, ma anche gli immigrati cattolici irlandesi.

1838: deportazione forzata dei Cherokee lungo il tristemente famoso “sentiero delle lacrime”. In Missouri viene promulgato contro i Mormoni il Missouri Executive Order 44 (ordine di espulsione e sterminio), il quale porta alla fuga della comunità religiosa dallo stato.

1839: Avviene il famoso episodio della ribellione dell’Amistad ed il relativo processo della durata di tre anni, alla fine dei quali gli schiavi saranno tutti liberati.

1840: dal nuovo censimento della popolazione degli Stati Uniti risultano 17.069.453 (quasi il 33% in più rispetto a quello del 1830) di cui 2.487.355 e 6.000 afroamericani liberi.

Sturm und Drang: Non esiste pace di notte

C’è una luce abbagliante che mi risveglia nel cuore della notte, come un grido improvviso senza fonte certa, come un lampo in una tempesta che in realtà non è in cielo… e mi trovo disarmato nelle ombre della stanza innanzi a qualcosa che non riesco a comprendere. Chi vaga nelle tenebre del mondo non ha paura delle ombre… ma non aver paura non vuol dire essere al sicuro, non aver paura non vuol dire non dover fare i conti con quello che c’è al di fuori di noi ed a volte dentro di noi… cos’è poi peggio? Ciò che sta dentro o quello che sta al di fuori?

Difficile da comprendere, difficile da capire, difficile da realizzare, difficile da vivere… qui è difficile pure il respirare se non con l’ansia e l’affanno del risveglio improvviso. 

Non c’è pace nel sonno… non c’è pace in nessun luogo.

Tu lo dici #140

È dall’Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il Futurismo perche vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d’archeologhi, di ciceroni e d’antiquarii.

(Marinetti F.T.)

Underpass: Twist in My Sobriety (Tanita Tikaram, 1988)

Verosimilmente i suoni, le musiche, che ascoltiamo nell’infanzia solo quelle che ci restano dentro per tutta la vita con una certa prepotenza. Le canzoni che ci restano in mente successivamente sono sempre legate ad un momento, ad un’azione, ad una persona, ad un sentimento, a qualcosa di specifico e dal tempo limitato… può anche essere un periodo della vita, ma difficilmente supera qualche mese. Le canzoni dell’infanzia invece racchiudono un’intera era, un lasso di tempo che compre almeno i primi 10 anni di vita. Sono nato negli anni ’80 da genitori molto giovani, questo a fatto si che venissi sottoposto ad una cura musicale completamente “eighties”. Erano i mitici primi anni di Videomusic, ben prima che arrivasse la spazzatura di MTV.

Allora c’erano un’infinita di canzoni capaci di catturare l’attenzione e c’era una diversificazione molto più ampia rispetto a quella attuale… citando Adelmo Fornaciari si potrebbe concordare che dopo quel periodo non si sia più inventato nulla, musicalmente parlando… a livello cacofonico invece si è continuato eccome.

Tra le tante canzoni di allora ce n’è una in particolare che ancora oggi è in grado di riaccendere a 360° tutte le sensazioni che provava il bambino di allora e, curiosamente, è un brano che allora non mi piaceva molto, principalmente perchè trovavo triste sia lui che il video. Si tratta di un brano dell’artista britannica (di origini indiane, malesi e borneesi) Tanita Tikaram, che all’epoca del suo primo album (e di questo brano) aveva appena 19 anni ed è ancora oggi in attività. Il brano è Twist in My Sobriety.

Il video era girato tutto in color seppia, una tecnica che allora andava molto, e mostrava diversi paesaggi desolati dell’Altipiano Plateau della Bolivia. Il testo della canzone allora non potevo comprenderlo, ma si tratta di una vera e propria poesia… il mix tra il testo, la musica e le immagini è di una perfezione assoluta poichè concorrono tutti insieme nella creazione di un unicum potente, invasivo a tratti straziante nella sua intensità.

Era il 10 ottobre 1988 quando la canzone uscì come secondo singolo dell’album Ancient Heart. Il video, diretto da Gerard de Thame, uscì quasi in contemporanea e lo vidi un’infinità di volte su Videomusic… da tutte le immagini che è in grado di evocare nella mia mente potrei giurare che lo passassero nel pomeriggio intorno alle ore 17, l’ora del thè per intenderci, un rituale che a casa abbiamo sempre conservato pur non essendo britannici.

Allora non mi piaceva… troppo triste per un bambino. Ci sono voluti 30 anni di tempo affinchè fossi in grado di comprendere appieno la bellezza di questa canzone… 1988 – 2018… 30 anni… la passavano tutti i giorni e non la sopportavo… adesso vado a cercare tutti i giorni il video su youtube!

Il Grimorio di Odenwald #72

Apocalisse 6,1-8

1 Quando l’Agnello sciolse il primo dei sette sigilli, vidi e udii il primo dei quattro esseri viventi che gridava come con voce di tuono: “Vieni”.

2 Ed ecco mi apparve un cavallo bianco e colui che lo cavalcava aveva un arco, gli fu data una corona e poi egli uscì vittorioso per vincere ancora.

3 Quando l’Agnello aprì il secondo sigillo, udii il secondo essere vivente che gridava: “Vieni”.

4 Allora uscì un altro cavallo, rosso fuoco. A colui che lo cavalcava fu dato potere di togliere la pace dalla terra perché si sgozzassero a vicenda e gli fu consegnata una grande spada.

5 Quando l’Agnello aprì il terzo sigillo, udii il terzo essere vivente che gridava: “Vieni”. Ed ecco, mi apparve un cavallo nero e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano.

6 E udii gridare una voce in mezzo ai quattro esseri viventi: “Una misura di grano per un danaro e tre misure d’orzo per un danaro! Olio e vino non siano sprecati”.

7 Quando l’Agnello aprì il quarto sigillo, udii la voce del quarto essere vivente che diceva: “Vieni”.

8 Ed ecco, mi apparve un cavallo verdastro. Colui che lo cavalcava si chiamava Morte e gli veniva dietro l’Inferno. Fu dato loro potere sopra la quarta parte della terra per sterminare con la spada, con la fame, con la peste e con le fiere della terra.

Storia: Le origini della Guerra Civile Americana – Presidenza Jackson

Alla fine della presidenza Quincy Adams si tennero le elezioni del 1828. Furono le prime elezioni in cui i due ex tronconi del Partito Democratico-Repubblicano si scontrarono nella loro nuova veste. Il Partito Democratico candidò Andrew Jackson (protagonista delle precedenti elezioni) il quale ottenne la vittoria col 56% dei voti e 178 grandi elettori, contro gli 83 dello sfidante e presidente uscente John Quincy Adams, in rappresentanza del Partito Repubblicano Nazionale. Jackson verrà rieletto alle elezioni del 1832 col 55,4% dei voti 219 grandi elettori… in quel caso a sfidarlo ci furono ben 3 partiti di cui 2 con chiare aspirazioni anti-massoniche! Il nuovo presidente si insediò il 4 marzo 1829.

La sua presidenza fu caratterizzata da una politica molto attiva nella stipula di trattati bilaterali coi Nativi, i quali vennero sistematicamente rimossi dalle proprie terre e spostati in altri territori, spesso in maniera forzata, i trattati in quel periodo furono oltre 70.

Deportazione di Nativi

1829: David Walker residente a Boston, ma ex schiavo della Carolina del Nord, pubblica un appello in cui invita tutti gli schiavi alla rivolta nel Sud.

1830: viene promulgato il Indian Removal Act, dando il via alle deportazioni dei Nativi. Nello stesso viene effettuato il censimento dal quale risultano 12.866.020 persone residenti di cui 2.009.043 schiavi.

1831: William Lloyd Garrison inizia la pubblicazione di un periodico abolizionista “The Liberator”. Il movimento abolizionista diventa sempre più forte nella società del Nord. Nello stesso anno una violenta rivolta di schiavi in Virginia, guidati da Nat Turner, viene sedata nel sangue, in tutto il Sud si inizia a sospettare che dietro questo atto vi sia l’appoggio diretto degli abolizionisti del Nord, per questo motivo nei vari Stati ci si prepara ad affrontare nuove insurrezioni.

1832: Il Congresso  promulga la “Tariffa del 1832” la quale esacerba ulteriormente gli animi tra le esigenze economiche del Sud e quelle del Nord, pare ormai evidente che l’interesse primario del governo sia lo sviluppo industriale del Nord. La risposta della Carolina del Sud non si fa attendere e il suo parlamento statale dichiara invalida la nuova tariffa, poiché minaccia gli interessi dello Stato. Gli Stati Uniti, pur se guidati da un uomo del Sud (e proprietario di schiavi), decidono per la linea dura verso la Carolina del Sud, arrivando ad approvare il “Force Bill”, che autorizza il Presidente ad usare liberamente l’esercito e la marina per far rispettare la legge federale. Al contempo il Presidente fa modificare la “Tariffa del 1832” al Congresso… un colpo al cerchio ed uno alla botte insomma.

1833: Il Congresso promulga la “Tariffa del 1833”, si chiude la crisi dell’anno prima.

1835: La pressione della propaganda anti-schiavista del Nord inizia a farsi sentire e la Georgia emette una legge che prevede la pena di morte per chi contribuisca a diffondere e pubblicare materiale che possa indurre gli schiavi alla ribellione.

1836: Il Texas diventa indipendente dal Messico e nel mentre l’Arkansas entra nell’Unione come “Stato schiavista”. Nel frattempo inizia una forte opera di propaganda anti-schiavista ad opera delle sorelle Grimké, trasferitesi a Philadelphia da Charleston. [Liberi 12 –  Schiavisti 13]

1837: Il Michigan viene ammessa nell’Unione come “Stato libero”. [Liberi 13 –  Schiavisti 13]