Prossima Fermata: Anguillara Sabazia

E poi improvvisamente arrivi in un paesino e ti guardi intorno ed inizi a chiederti: in che secolo siamo? Peccato che la presenza dell’uomo e dei suoi infernali mezzi di inquinamento acustico sempre più sofisticati ti riportino immediatamente alla mente la data attuale. Ma lasciamo perdere la presenza dell’uomo e cerchiamo per un attimo di fare tabula rasa nella nostra mente. Pronti?

Chiudete gli occhi e pensate al Lazio, ehi… non ho detto Roma, non siate precipitosi. Immaginate un grande lago di origine vulcanica di circa 58 kmq chiamato lago di Bracciano ed immaginate di seguire una strada in mezzo ad un bosco che parte proprio dal paese di Bracciano e si dirige verso sud-est. Bene. Ad un certo punto uscite da una radura ed in lontananza iniziate a vedere un paese tutto arroccato su un promontorio, una casa dopo l’altra, una casa sopra all’altra, tutte in pietra: già da lontano si respira un’aria di tempi antichi. Siete circondati da una natura splendida e si respira un’aria straordinariamente decontaminata, sembra quasi di stare in una sorta di piccolo paradiso. Vi rendete subito conto di essere davanti ad un patrimonio storico culturale davvero importante… poi vi rendete conto che quel piccolo paese in realtà non è governato dagli uomini bensì dai gatti. Infatti in ogni angolo di quel piccolo meraviglioso centro abitato ci sono dei felini che dormono, osservano, giocano e litigano nella più totale tranquillità e senza dare troppa importanza a tutti gli esseri umani che li circondano: un qualcosa di incredibile.

Questo paese del Lazio si chiama Anguillara Sabazia, ma sulle indicazioni stradali troverete solo il primo nome dato che il secondo è in uso solo per distinguerlo da un omonimo paese del Veneto. E’ una meta turistica molto rinomata nella bella stagione e di fatto nella sua parte più vicina alle acque del lago ne presenta tutte le caratteristiche tipiche. L’interno del paese richiede delle buone gambe per essere esplorato, dato che si tratta di antichi stradellini tutti in salita, ma è una fatica che si può sostenere tranquillamente e che ripaga con uno spettacolo meraviglioso una volta che si è arrivati in cima al paese e si può osservare il panorama dalla terrazza di fianco alla Chiesa della Collegiata, del ‘500.

Volksgeist: 30 Dicembre 1943

Nel corso della Seconda Guerra Mondiale Subhas Chandra Bose issa la bandiera dell’indipendenza indiana a Port Blair. Il politico indiano si era affiancato alle potenze dell’Asse per staccare l’India dall’Impero Britannico.

Il Grimorio di Odenwald #61

Nel sangue e nelle radici troviamo l’armonia della nostra natura, nel rinnovato legame col mondo antico rinasciamo e diventiamo portatori di luce eterna. Illuminiamo il cammino con la nostra luce interiore, cantando le canzoni dei nostri avi e dei popoli che furono.

Custodi eterni dell’antica sapienza e dell’antica storia, raccogliamo le testimonianze divenute leggende e tracciamo su bianche pagine segni a perpetua memoria. Informare, testimoniare, trasmettere… questi i nostri compiti, affinché si recuperi l’autentica essenza dell’umanità.

La verità è lontana dagli affanni di questi tempi meccanici, bisogna saper osservare, saper ascoltare, avere il cuore pronto a grandi balzi e la mente aperta, non al progresso bensì alla conservazione. Anzi… al recupero. Nella forza della tradizione e con l’aiuto degli antichi Dei.

Storia: Papua Nuova Guinea, qualche cenno interessante

La Papua Nuova Guinea è uno stato dell’Oceania secondo per grandezza solo all’Australia ed occupa una buona metà dell’isola di Nuova Guinea, mentre l’altra metà appartiene all’Indonesia. Guinea è un nome che formalmente richiama l’Africa dove vi sono ben tre stati con questo nome (Guinea, Guinea Equatoriale e Guinea Bissau), questo perché il primo europeo a mettervi piede scambiò la popolazione locale per la stessa presente nelle zone appena citate del continente nero, la popolazione locale in questione sono i Papua. In realtà oltre a questa grande porzione di isola lo stato si estende anche su un numero molto vasto di isole di quella che è conosciuta col nome di Papuasia, tra il mare di Bismarck e il mar dei Coralli.

Soldati Tedeschi in Nuova Guinea

Mare di Bismarck? In effetti nel 1884 il territorio principale dell’attuale nazione entrò sotto il diretto controllo dell’Impero Tedesco che ne sfruttò la grande produzione di olio di cocco. Fu un dominio abbastanza breve poiché allo scoppio della Grande Guerra i possedimenti furono conquistati dagli Australiani che li controllarono dal 1914 al 1921.

E’ un paese abbastanza sfortunato sotto molti punti di vista, ha una forte instabilità politica, ha un forte indice di analfabetismo (vicino al 45%), l’economia è altamente vulnerabile e questo a portato il paese ad essere gestito più dalle multinazionali che dai politici locali. Cosa produce di tanto interessante? Beh, tralasciando il caffè e il famoso olio di cocco che tanto interessava i Tedeschi possiamo constatare che le risorse principali sono di tipo minerario: oro e rame.

Panorama di Port Moresby

Per molti aspetti economici e di aiuti umanitari dipende dall’Australia, anche se si è resa indipendente del tutto dal 1972, ma una serie di colpi di stato, cadute di governi troppo deboli, crisi economiche ed epidemie ne hanno minato l’autosufficienza. Basti pensare che è il paese della zona pacifica (Oceania e Sud Est Asiatico) con la maggiore incidenza di AIDS, per non parlare della mortalità infantile che è oltre il 50%, dati quasi imparagonabili coi paesi vicini e molto simili a paesi come la Bolivia ed il Sudafrica.

Detto questo, si tratta comunque di una terra ancora incontaminata e sicuramente molto bella da vedere, forse uno dei pochi posti al mondo dove il tempo è ancora fermo a qualche secolo fa, nel bene e nel male.

Tu lo dici #132

La prima cosa da ricordare sempre è che chi si fa pagare – o accetta generosi regali, che è poi la stessa cosa – per l’opera medianica prestata è non solo una persona priva di moralità, ma anche un impostore, in quanto chi sostiene di avere il dono di comunicare con l’altro mondo non può usarlo per il proprio vantaggio personale. Se lo fa, allora credo che non possegga realmente tale dono.

(Giacobbo R.)

Tu lo dici #131

Il Sole nasceva nella costellazione del Toro nel periodo precedente l’800 a. C., e di conseguenza troviamo in Egitto la venerazione per il bue Api e in Persia per il toro Mitra. Ancora prima, il Sole nasceva nella costellazione dei Gemelli, e in effetti si rinvengono nella mitologia indiana e germanica degli accenni ai gemelli. I due caproni gemelli con i quali viaggia il dio Donar ne sono un residuo. Si può retrocedere all’epoca del Cancro che ci porta vicino al diluvio atlantico, col quale finisce una civiltà e ne inizia un’altra. Un segno occulto ben definito lo indica: la doppia spirale, il simbolo del Cancro, riportato in ogni calendario.

(Steiner R.)

Deep Space 19: Olympus Mons

Il monte Everest è la montagna più alta del nostro pianeta e si eleva per ben 8.848,86 metri sopra al livello del mare. E’ imponente, magnifico, pericoloso ed al contempo affascinante. Eppure non è il monte più alto del nostro sistema solare. Il primato è detenuto dall’imponente Olympus Mons, su Marte, il quale si innalza per oltre 27.000 metri… si avete capito bene… si tratta di oltre 27 km! Trovandosi però inserito in una zona depressiva profonda 2.000 metri ne risulta che, rispetto alla superficie di Marte, esso si eleva per “appena” 25 km. La sua base ha un diametro di oltre 600 km e le sue dimensioni lo rendono apprezzabile solo dall’orbita (sia dalla base che dalla cima sarebbe impossibile comprenderne l’imponenza). Essendo comunque più largo che alto ne risulta che la pendenza del monte sia molto lieve.

Olympus Mons è un vulcano a scudo, molto simile a quelli che possiamo trovare alle Hawaii per intenderci, e potrebbe essere ancora parzialmente attivo, ma la questione è dibattuta ed incerta. Si stima che abbia 200 milioni di anni, sarebbe quindi un giovincello nella scala dei tempi geologici di Marte. Nella geografia marziana è parte della regione vulcanica di Tharsis, una zona che contiene diversi vulcani a scudo più piccoli del nostro amico, ma comunque imponenti: Arsia Mons (19 km), Pavonis Mons (14 km) e Ascraeus Mons (18 km)… questi tre sono noti come Tharsis Montes.

 

Olympus Mons fu osservato per la prima volta da un Italiano, Giovanni Schiaparelli, nel 1877. Durante l’osservazione rimase molto colpito da un particolare bagliore che gli ricordava quello di cima innevata, che chiamò Nix Olympica (Neve dell’Olimpo), quel particolare fenomeno probabilmente era dovuto all’anidride carbonica ghiacciata.

Il Grimorio di Odenwald #60

XXXVI – CORVUS SCHISMATICUS (Il corvo scismatico) – Niccolò V (1328 – 1330), nato a Corvara (provincia di Pescara) col nome di Pietro Rainalducci. Fu antipapa durante il pontificato di Giovanni XXII, fu inoltre l’ultimo antipapa insediato da un imperatore del Sacro Romano Impero.

Fu eletto tramite l’influenza dello scomunicato imperatore, Ludovico IV il Bavaro, da un’assemblea di sacerdoti e laici, e consacrato nella Basilica di San Pietro a Roma, il 12 maggio 1328, dal vescovo di Venezia. Dopo aver passato quattro mesi a Roma, si ritirò con Ludovico IV a Viterbo. Il 19 febbraio 1329 Niccolò V presiedette una bizzarra cerimonia nel Duomo di Pisa, nella quale un fantoccio di paglia rappresentante Giovanni XXII e abbigliato con le vesti pontificie, venne formalmente condannato, degradato e consegnato al braccio secolare. Niccolò V venne scomunicato da Giovanni XXII nell’aprile 1329 e cercò rifugio presso il conte Bonifacio della Gherardesca di Donoratico, vicino a Piombino. Avendo ottenuto assicurazione di perdono, presentò una confessione dei suoi peccati, prima all’arcivescovo di Pisa, e quindi ad Avignone, il 25 agosto 1330, a Giovanni XXII, che lo assolse.