Sehnsucht: Il monte Buzludža

Al centro della moderna Bulgaria si erge questa montagna, un luogo pieno di storia a metà strada tra quello che fu e quello che avrebbe potuto essere. Un luogo del tempo oltre che dello spazio.

In primo luogo Buzludža è un simbolo della rinascita nazionale bulgara, della sua lotta contro l’oppressione dell’Impero Ottomano. Proprio qui venne combattuta una battaglia tra i ribelli bulgari, guidati da Hadzhi Dimitar e Stefan Karadzha, e le truppe del Sultano il 31 Luglio 1868. Lo scontro si risolse con una sconfitta, ma la memoria di quegli eventi avrebbe ispirato il movimento di liberazione bulgaro che avrebbe affrontato gli Ottomani sino alla conquista della prima formale indipendenza (vedasi il Trattato di Santo Stefano del 3 Marzo 1878) e poi di quella definitiva: 5 ottobre 1908. Nella sua corsa all’indipendenza la Bulgaria venne molto aiutata da due paesi, Germania e Russia, che si sarebbero poi rivelati determinanti per la storia successiva della nazione.

Nel 1891 la montagna divenne sede del Primo Congresso del Partito Socialdemocratico dei Lavoratori Bulgari, il predecessore del Partito Comunista Bulgaro. L’incontro si tenne in gran segreto sotto la guida di Dimitar Blagoev Nikolov.

Nel 1944, in piena Seconda Guerra Mondiale, vi si svolse uno scontro tra i partigiani comunisti e le truppe regolari bulgare, la Bulgaria infatti era una delle nazioni legate all’Asse. Con la fine del conflitto la Bulgaria esce dalla sfera d’influenza tedesca per entrare in quella russa, diventando a tutti gli effetti uno dei membri più importanti del Blocco Orientale.

Negli anni ’70 il Partito Comunista Bulgaro pensò di realizzare sulla montagna un’imponente costruzione che assolvesse la doppia funzione di monumento nazionale e di centro congressi per il partito stesso. Il palazzo venne costruito, a partire dal 1974, in stile architettonico brutalista, ad opera dell’architetto Georgi Stoilov, e costò una cifra pari a 35 milioni di dollari attuali. L’opera venne inaugurata ufficialmente il 23 Agosto 1981 dal leader comunista bulgaro Todor Zhivkov. Al suo interno erano stati realizzati oltre 510 mq di mosaici, raffiguranti la storia del Partito Comunista Bulgaro, di questi oltre il 20% sono andati persi negli anni.

Già… andati persi. Perché?

Presto detto. Alla caduta del comunismo il monumento venne completamente abbandonato a se stesso, venendo più volte vandalizzato, pur restando una meta per molti turisti. Negli anni si sono mossi diversi comitati nel tentativo di salvare l’opera dal completo sfacelo e si parla di trasformare il tutto in un museo della storia bulgara.

Obiettivamente è brutto a vedersi, ma va preservato, così come va preservata la storia, di qualsiasi epoca e di qualsiasi tipo. La furia iconoclasta e distruttrice è sempre e solo una pratica di coloro che non hanno storia.

Sturm und Drang: Del divorare e dell’essere divorati…

Il lento masticare della bestia dentro di noi, il rumore… quel rumore, quei denti che ci divorano da dentro, un lembo di carne alla volta, un organo alla volta, un arto dopo l’altro. Ed è lì, nella nostra mente, nelle nostre orecchie, nei nostri neuroni. Ci mangia… sempre e da sempre. Non lo sapremo mai da dove parta, dove si nasconda, dove viva la masticatrice notturna delle nostre anime.

Lei vive. Vive cibandosi di noi, vive in noi, ma non per noi. Forse noi viviamo per lei… siamo cibo, oggi per lei e domani per i vermi. Sempre che ai vermi venga lasciato qualcosa. Tempi duri anche per i vermi. 

Mangiare ed essere mangiati, divorare ed essere divorati, morire ed esser morti o di morte morire morendo morti. E’ nella mia testa e da lì non esce. Mai. Mangia e mai si ferma, mai dorme, mai mi da tregua, mai mi da pace. Lei mangia e io mi lascio mangiare. Anche adesso.