Prossima Fermata: Orleans

Le cose che ci colpiscono durante un viaggio possono essere le più disparate, si può passare dal grande monumento conosciuto in tutto il mondo al piccolo e semplice particolare che attira la nostra attenzione senza particolari meriti di sorta, quello che conta il più delle volte è il tempo, il momento della giornata o magari la particolare luce di un luogo in una determinata ora… diciamo quindi l’immagine impressa che ci resta nella memoria come un’eterna cartolina, questa fotografia destinata a non sbiadire può nascere col primo impatto, ma può anche vedere la luce durante una successiva visita del posto. La Francia è un paese con moltissime cose da vedere, ma quale paese non lo è? E come ogni nazione ha dei luoghi capaci di richiamare un numero maggiore di turisti per la loro bellezza o semplicemente per un richiamo storico ed artistico di qualche tipo.

Orleans non è una cittadina con dei grandi meriti appariscenti, ma resta una città di fondamentale importanza per tutta la Francia dal momento che è la città il cui nome è legato alle gesta di Giovanna d’ Arco, santa patrona e liberatrice del paese dalle mani degli Inglesi e dei loro alleati. La città sorge nel dipartimento Loiret, attraversato dal fiume Loira e disseminato di tutti quei famosissimi “castelli della Loira” che attraggono ogni anno un sacco di turisti da tutto il mondo. E’ grande un quinto di Bologna e ospita neanche un terzo degli abitanti della medesima; non ci vuole molto a girarla tutta, ma in poco tempo è in grado di rapire la mente con la sua architettura squisitamente francese e il suo essere un borgo legato al passato con tutte le comodità della vita moderna. E’ una città a misura d’uomo in tutto e per tutto.

Personalmente ciò che amo di più di Orleans è la sua cattedrale gotica, la chiesa originaria era del III secolo, ma nel corso dei secoli venne più volte distrutta. Quella che vediamo oggi è una ricostruzione terminata nel XVIII secolo, dopo gli atti distruttivi del 1568 ad opera dei Protestanti. E’ un edificio che spicca molto all’interno della piccola città, dal momento che ha due alte torri di 80 metri e raggiunge il punto più alto oltre i 110 metri! Ci si arriva da una serie di strade di case abbastanza basse che raramente superano il secondo piano, ma dal momento che si tratta di strade non troppo grandi non ci si accorge immediatamente dell’imponenza della cattedrale, anzi il più delle volte ce la si ritrova davanti senza neppure sapere il come ed il perché. Il primo gesto spontaneo è quello di guardare in alto, di cercare di capire fin dove arrivano quelle torri (le torri di Notre Dame a Parigi per esempio sono più basse di almeno 10 metri) e non è così facile staccare lo sguardo anche se è per proseguire nella visita all’interno… c’è un qualcosa di estremamente potente in quella visione dal basso, un qualcosa che ti fa sentire estremamente e volutamente piccolo rispetto a tutto quello che sta al di sopra, quasi a ricordarti che la grandezza vera non è di questo mondo.

Se capitate da quelle parti (120 km a sud Parigi) vi consiglio di farci un salto, tanto in un giorno si gira tutta tranquillamente e vale la pena restare un pò sotto quella cattedrale a riflettere…

Tu lo dici #121

L’esistenza del patto militare della NATO costituisce un ostacolo al conseguimento della sicurezza in Europa. Lo sviluppo della pacifica collaborazione tra i popoli è strettamente collegato alla liquidazione dei patti militari, della divisione dell’Europa in blocchi militari, al ritiro delle truppe non europee e in generale al ritiro di tutte le truppe straniere entro i limiti delle frontiere nazionali, allo smantellamento delle basi militari e all’interdizione delle armi atomiche. Per questa ragione ci riferiamo alla necessità che i blocchi militari, sia la NATO che il Trattato di Varsavia, siano liquidati.

(Ceaușescu N.)

Il Grimorio di Odenwald #43

XXV – BONUS COMES (Il conte buono) – Adriano V (1276), nato a Genova col nome di Ottobono Fieschi, figlio di Teodoro Fieschi, conte di Lavagna. Suo zio era Innocenzo IV. Come porporato svolse incarichi diplomatici in Francia ed Inghilterra.

E’ stato il 186° Papa ed il suo pontificato durò un mese e sette giorni.

Venne volutamente eletto come Papa di transizione, essendo già gravemente malato e sofferente, in un momento di grave difficoltà interna del governo papale. Morì dopo poco più di un mese a Viterbo, dove si era ritirato per riposare… non era neppure stato incoronato. 

Storia: Aprile 1918

Nei primi giorni dell’Aprile 1918 era già evidente come l’Offensiva Michael si fosse sostanzialmente arenata senza raggiungere alcun risultato strategicamente determinante, al contrario aveva allungato la linea del fronte, creando diverse zone facilmente esposte alle controffensive alleate. Nonostante questo il comando tedesco era deciso a porre fine al conflitto piegando i rivali con ulteriori attacchi. In quest’ottica cominciò la quarta battaglia di Ypres (7 Aprile – 29 Aprile 1918), conosciuta anche come Battaglia del Lys o Operazione Georgette. Il settore era difeso dalle truppe britanniche e da quelle portoghesi. I  Tedeschi riuscirono a sfondare le linee britanniche tra Ypres e Loos, ma  nel giro di pochi giorni l’offensiva cominciò ad affievolirsi, anche a causa dell’intervento delle forze francesi, sino ad arrestarsi definitivamente. I tedeschi non riuscirono a raggiungere gli obiettivi previsti e riuscirono solo a far indietreggiare di pochi chilometri le linee del fronte alleato.

Sempre sul fronte occidentale, nel corso della Seconda battaglia di Villers-Bretonneux, avvenne la prima battaglia tra carri armati della storia. Lo scontro doveva essere un’azione diversiva nei pressi di Amiens e si svolse tra il 24 ed il 25 Aprile 1918.

Villers-Bretonneux dopo la battaglia

Il 1 Aprile 1918 in Inghilterra nacque la RAF, come fusione tra le precedenti Royal Flying Corps e Royal Naval Air Service.

Nel Caucaso, in Azerbaigian, bolscevichi e menscevichi istituiscono la Comune di Baku il 13 Aprile 1918.

Mentre il Guatemala, il 23 Aprile 1918, andava ad aggiungersi alla coalizione alleata, dichiarando guerra alla Germania.

Deep Space 19: Plutone, cuore di ghiaccio

“Sono piccolo e nero e mi chiamo Calimero!” Così potrebbe tranquillamente esclamare il pianeta Plutone, un tempo ultimo pianeta del Sistema Solare, oggi declassato a pianeta nano e, con la scoperta di Eris, Makemake e Haumea, quartultimo del nostro sistema planetario. Questo non sminuisce l’interesse che gli studiosi hanno nei confronti di Plutone, anzi.

Sono passati 5 anni (era il 14 luglio 2015) quando la sonda New Horizons (lanciata dalla Nasa nel 2005) sorvolava per la prima volta questo piccolo pianeta, inviandoci immagini uniche e dati importantissimi. Gli scienziati, dopo attente analisi, hanno ipotizzano che esista un vasto oceano liquido sotto la superficie del pianeta, questo oceano contribuisce a rendere il pianeta molto attivo dal punto di vista tettonico e vulcanico. In questo caso non parliamo di emissioni di lava come quella che siamo abituati a vedere sulla terra bensì di criolava (materiale ghiacciato). Ma non solo… è stato scoperto un bacino ghiacciato sulla superficie. Plutone avrebbe dunque un cuore ghiacciato in grado di regolarne il clima e l’atmosfera.

La superficie del pianeta è disseminata di formazioni collinari e dune formate da metano ghiacciato. Al contrario di tanti altri pianeti presenta pochi segni di impatto con altri corpi celesti, vi sono dunque pochissimi crateri. Questo vale sia per il pianeta che per il suo satellite, Caronte. Questo significa che la porzione di spazio in cui orbita Plutone deve essere molto tranquilla.

E New Horizons che fine ha fatto? Dopo aver oltrepassato 486958 Arrokoth, un asteroide binario della fascia di Kuiper conosciuto come Ultima Thule, ha proseguito il suo viaggio verso l’infinito. La Nasa ipotizza la fine della sua missione per il 2026, se così non dovesse essere è previsto che la sonda nel 2038 raggiunga una distanza di 100 UA dal Sole!!!

Sturm und Drang: Risvegli amari

Aprire gli occhi e desiderare di andare a fare una passeggiata in un luogo meraviglioso, di pace ed armonia, un luogo fatto di canali, palazzi antichi con le mura rosse, grandi piazze silenziose… giù fino al porto, guardando da un promontorio i traghetti che partono.

Poi rendersi conto di non essere in quel mondo. Dopo interi minuti di sfrenato desiderio di armonia. 

Non esiste quel posto. E’ nella mia testa… non esiste da nessuna parte. E’ un collage di immagini mentali di diverse città montate tutte assieme. Quella pace e quella tranquillità esistono solo nei miei sogni.

E’ la beffa. E’ l’impossibilità della ragione nell’esistenza. Pura utopia. 

E adesso? Come posso passeggiare in pace se non nei miei sogni? Come faccio a vivere in questa dimensione se è l’altra a cui appartengo?