Forse vi siete persi… nel mondo

A due anni dall’apertura del blog vi riproponiamo alcuni articoli della rubrica Dal Mondo

1) 27 Ottobre 2018: Hong Kong-Zhuhai-Macao

2) 8 novembre 2018: Diana Spencer e pure Stuart

3) 8 Giugno 2019: il cane clonato della Streisand

4) 19 Settembre 2019: Sinead vs Prince

5) 25 Febbraio 2020: Morire per la terra piatta

BUONA LETTURA

Il Grimorio di Odenwald #35

XXI – HIERUSALEM CAMPANIAE (Gerusalemme di Champagne) – Urbano IV (1261 – 1264), nato a Troyes nella regione dello Champagne-Ardenne (Francia) col nome di Jacques Pantaléon. Studiò teologia a Parigi.

E’ stato il 182° Papa ed il suo pontificato durò tre anni.

Eletto a sorpresa non riuscì mai a fissare la sede pontificia a Roma, restando a vivere tra Viterbo ed Orvieto. Proseguì la politica anti-imperiale dei suoi predecessori, avvicinando il Papato al Regno di Francia. Morì prematuramente a causa di un malore, mentre attendeva l’arrivo degli aiuti militari francesi. Prima di morire istituì la solennità religiosa del Corpus Domini.

Durante il suo pontificato ha creato 14 cardinali nel corso di 2 distinti concistori.

Dal Mondo: Renato Pozzetto e la Dakar 1987

Pochi giorni fa (14 Luglio) è stato il compleanno di Renato Pozzetto, l’attore milanese ha raggiunto la soglia degli 80 anni. Tutti lo conoscono per i suoi film, per la sua comicità innata e per la mimica unica nel suo genere. Quello che invece quasi nessuno sa è che il “ragazzo di campagna” è stato anche un pilota automobilistico dilettante: colse tra l’altro la vittoria vittoria di classe al Giro automobilistico d’Italia del 1978, alternandosi al volante di una Fiat Ritmo con Riccardo Patrese.

Ma la sua impresa più interessante, la più suggestiva, fu la partecipazione al famosissimo rally Parigi-Dakar del 1987. Il prestigioso rally, che negli ultimi 11 anni si corre in America Meridionale, vide Renato Pozzetto disputare le 18 tappe (oltre 8.000 km) nella categoria camion insieme al pilota Giacomo Vismara (vincitore dell’edizione 1986 nella medesima categoria). Il duo si classificò al quinto posto al termine della competizione con un tempo di 98h10m49.

Non male per il “ragazzo di campagna”…

Pensieri della sera #17

A volte mi domando cosa sia la vita. O meglio, dove sia la vita in tutta la sua essenza. Sono quei bagliori saltuari nei quali non è la morte a riempire le mie riflessioni. Faccio fatica a trovare quelle scintille che vado cercando, quegli istanti di respiro che riesco ad apprezzare come fondamentali nell’arco di un’esistenza. Eppure oggi ne ho avuti due… uno dietro l’altro, un’esperienza straordinaria.

Un ragazzo con disabilità motoria e mentale, accompagnato dal padre o almeno da quello che ho pensato dovesse essere il padre, camminava per strada stringendo un pupazzino di topolino, lo teneva come se fosse la cosa più preziosa al mondo… e lo era. In quel piccolo angolo di universo c’era tutto quello che è realmente importante. E’ stato un qualcosa in grado di far recuperare un barlume di tenerezza anche ad un misantropo come me.

Poco dopo una badante seduta su di una panchina, impegnata a parlare in ucraino con qualcuno al di là di un telefonino. Accanto a lei, su una sedia a rotelle, una donna anziana che si guardava intorno spaesata. Sorridendo ancora per il ragazzo di prima il mio sorriso ha incrociato quello dell’anziana, la quale mi ha sorriso a sua volta. Abbiamo trovato tutti un senso alla giornata. Ecco quello che conta al di là di tutti gli inutili affanni a cui ci sottoponiamo.

La voce di R’lyeh: Edizione Srl – Benetton

Vista la recente ribalta mediatica, dovuta all’accordo con lo Stato per la gestione di Autostrade per l’Italia, andiamo a vedere gli interessi economici basilari della famiglia Benetton.

Edizione Srl è una holding finanziaria controllata dalla famiglia Benetton, per una quota del 25% per ciascuno dei 4 rami famigliari. Essa possiede le quote partecipative sia delle aziende dei Benetton che di altre aziende. Vediamo un poco quali…

Tessile e abbigliamento: Benetton Group (100%) e Olimpias Group (100%)

Ristorazione e retail: Schema34 (100%)… questa è una subholding che controlla la maggioranza di Autogrill (50,10%)… la quale controlla HMS Host Corp (100%)

Immobiliare e agricolo (tutte al 100%): Schema41, Maccarese SpA, Cia de tierras sudargentinas sa, Ganadera Condor, Edizione Property e di Edizione Alberghi.

Infrastrutture e servizi: Sintonia spa (100%)… questa subholding possiede una buona quota di Atlantia (30,25%) la quale controlla: Abertis (50% +1), Autostrade per l’Italia (88,1%), Aeroporti di Roma (99,4), Aeroporto di Nizza Costa Azzurra (40%), Getlink Eurotunnel (15,49%), Hochtief (18%) e ConnecT (100% e attraverso quest’ultima il 29,9% di Cellnex).

Istituzioni finanziarie: Schema33 (100%) la quale ha quote di Assicurazioni Generali (3,05%) e Mediobanca (2,1%).

OGNUNO HA GLI AMICI CHE SI MERITA…

Forse vi siete persi… in viaggio

A due anni dall’apertura del blog vi riproponiamo alcuni articoli della rubrica Prossima Fermata

1) 28 Novembre 2018: Santuario di Oropa

2) 14 Febbraio 2019: Valli di Comacchio

3) 18 luglio 2019: Digione

4) 19 Novembre 2019: Civita di Bagnoregio

5) 8 Gennaio 2020: Ragusa

La magia del tramonto a Comacchio

BUONA LETTURA

Storia: Il Duca degli Abruzzi

Luigi Amedeo di Savoia-Aosta nasce nel 1873 con il titolo di Infante di Spagna, ossia di erede al trono spagnolo! Come? Un Savoia erede al trono di Spagna? Ebbene… la crisi della corona spagnola nel corso del ‘800 portò a diversi ribaltamenti politico-sociali (tra cui le note Guerre Carliste) favoriti anche dagli eventi europei legati particolarmente alla Rivoluzione Francese ed a Napoleone. In breve ci si ritrovò davanti ad un vuoto di potere negli anni successivi alla deposizione di Isabella II di Borbone, avvenuta nel 1868, per cui tra gli aspiranti futuri sovrani di Spagna si ritrovarono anche i Savoia che avevano diversi estimatori in terra iberica. Fu così che Amedeo I, figlio del re Vittorio Emanuele II, venne chiamato a governare la Spagna e divenne re il 4 Dicembre 1970. Suo figlio Luigi Amedeo venne alla luce il 29 Gennaio 1973… il 11 Febbraio dello stesso anno suo padre abdicava a causa dell’ingovernabilità del paese iberico (nasceva così la prima repubblica spagnola). Quindi Luigi Amedeo rimase Infante di Spagna per appena due settimane!

Luigi Amedeo viene instradato alla carriera militare sin dalla più tenera età ed all’età di 6 anni e mezzo viene arruolato come mozzo nella Regia Marina. Il ragazzo è però un grande amante della montagna e quando è in vacanza si dedica alla pratica dell’alpinismo. Prosegue con profitto la carriera nella Regia Marina e nel 1889, col grado di guardiamarina, si imbarca sul brigantino Amerigo Vespucci per effettuare la sua prima navigazione intorno al mondo, ritornando nel 1891. Mentre è in mare muore suo padre ed il ragazzo viene nominato, dal re Umberto I, Duca degli Abruzzi!

Tra il 1892 e il 1894 inizia a cimentarsi in serie imprese di alpinismo sul Gran Paradiso, sul Monte Rosa, sul Monte Bianco e nell’Agosto del 1894 scala con successo il Cervino insieme al britannico Mummery, questa impresa attirerà l’attenzione internazionale e permetterà al giovane Duca di entrare nel Club Alpino Britannico. Luigi Amedeo è in ogni caso un uomo della Regia Marina e in quegli stessi anni e nel 1893 viene inviato in Somalia a presidiare il porto di Mogadiscio durante una rivolta. Il contatto con la Somalia lo segna nel profondo, si innamora immediatamente di quella terra sentendola come la sua vera casa. Nel novembre del 1984 inizia la sua prima circumnavigazione del globo per una missione diplomatica (insieme al collega ed amico Umberto Cagni) nel corso della quale visiterà la British Columbia e l’India, qui si spingerà sino alle basi dell’Himalaya! Rientrato in Italia nel 1897 si può dedicare di nuovo all’alpinismo.

E’ il 1 Agosto 1897. Siamo sul Monte Saint Elias nello Yukon in Alaska. Il Duca degli Abruzzi è il primo uomo a raggiungere la vetta di questa montagna, insieme a lui ci sono altri Italiani tra cui Umberto Cagni. Gli Americani replicheranno questa impresa solo nel 1946. Ormai Luigi Amedeo è famoso in tutto il mondo per le sue grandi doti di alpinismo e nel 1898 si cimenta in imprese europee principalmente in Francia sul Grandes Jorasses e sul Aiguille Verte. Tra il 1899 e il 1900 partecipa ad una spedizione italiana al Polo Nord e poi per la Regia Marina circumnaviga per la seconda volta il globo questa volta fermandosi a Tientsin e Singapore.

Trascorsi alcuni anni, siamo nel 1906, Luigi Amedeo decide che è ora di dedicarsi alla scalate di vette in altri continenti e per questo si reca in Africa (nell’attuale Uganda) ed esplora le principali vette del Ruwenzori legando il suo nome anche a questa memorabile impresa di esplorazione. Cima Margherita a quota 5.109 mt è la terza cima più alta dell’Africa e deve il suo nome proprio alla nostra regina. Nel 1909 invece è la volta del continente asiatico e si dedica al gruppo montuoso del Karakorum nel tentativo di avvicinarsi alla vetta del K2, qui il Duca scoprì una buona via di salita sul versante est che è ancora oggi la più utilizzata e a 5.400 si trova lo Sperone Abruzzi, punto ideale in cui piazzare i campi base per le spedizioni in salita.

Luigi Amedeo ricopre poi un ruolo di grande importanza durante la Prima Guerra Mondiale come comandante in capo delle Forze Navali Riunite, gestendo la fuga dei profughi serbi durante le avanzate Austro-ungariche. Entra presto in contrasto con le altre potenze alleate perché vogliono gestire le forze navali italiane come unità prettamente difensive, mentre lui propenderebbe per un utilizzo maggiormente offensivo. Il risultato? Viene rimosso dall’incarico (alla stampa si dirà che è per motivi di salute) pur ricevendo nel 1918 la nomina (beffa) ad Ammiraglio. Nei primi anni ’20 il Duca intrattiene una storia d’amore con la ricca americana Katherine Elkins, ma non gli verrà data l’autorizzazione a sposarla da parte di Vittorio Emanuele III. Qualcosa dentro l’animo di Luigi Amedeo si smuove e decide quindi di tornare in quel paese dove anni prima si era sentito così a suo agio: la Somalia.

In Somalia si dedica alla bonifica di un’ampia area da adibire all’agricoltura lungo il corso del fiume Uebi Scebeli (del quale scoprirà le sorgenti nel 1928). Si guadagna il rispetto e l’affetto della popolazione locale con la quale si trova estremamente a suo agio (forse ebbe una relazione con una principessa locale).

Il Duca muore il 18 Marzo 1933 a Giohar (allora ribattezzata Villabruzzi) e viene lì seppellito per sua espressa volontà. Questa città è stata anche in anni recenti teatro di scontri nell’ambito dei disordini politico-religiosi della Somalia, tanto che nel 1992 si tentò un recupero dei resti del Duca per paura che la sua tomba venisse profanata, ma fu proprio la popolazione locale ad opporsi essendo ancora molto legata al ricordo di un uomo che si era speso moltissimo per migliorare le condizioni di vita in quell’area. La tomba di Luigi Amedeo resta quindi in Somalia. Nella sua vera casa.

Storia: Nascita dei Windsor

La casata reale inglese è conosciuta oggi col nome di Windsor, ma come si chiamava in passato?

In origine era la casa di Hannover, di provenienza germanica, ed il suo primo re Giorgio I (1714-27) passò alla storia per non aver mai imparato la lingua inglese… lo possiamo capire, in fondo parlava già il tedesco, il francese, il latino e l’olandese. Il casato mantenne questo nome sino alla sua ultima rappresentante, la regina Vittoria: quando si dice “last but not least”. Vittoria di Hannover aveva sposato Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha e i loro figli avevano preso tutti il cognome del padre trasformando la dinastia reale inglese da Hannover a Sassonia-Coburgo-Gotha.

Edoardo VII fu il primo re della nuova casata. Alla sua morte nel 1910 gli succedette il figlio Giorgio V che si trovò ad affrontare la Prima Guerra Mondiale con tutti gli annessi e connessi. Fu proprio a causa del conflitto che il sovrano decise di cambiare nome alla dinastia reale per evitare che il suo cognome germanico diventasse inviso ai sudditi britannici. La decisione fu presa con un Concilio proprio il 17 Luglio 1917: da quel momento tutti i discendenti della casata sarebbero stati dei Windsor. Giorgio V fu anche il sovrano che rifiutò di dare ospitalità al decaduto Zar di Russia Nicola II (suo cugino).

Tutto lineare. Con Elisabetta II si è posto un nuovo problema: suo marito Filippo di Edimburgo appartiene alla casata Schleswig-Holstein-Sonderburg-Gluckburg (non deve essere facile fare i nobili con tutti questi cognomi) per cui i loro figli rischiavano a suo tempo di avere un cognome germanico. Si rimediò con un altro Concilio del 1960 che stabilì che i figli della regina dovessero portare il suo cognome. Quindi tutti i futuri sovrani inglesi saranno dei Windsor, ma in realtà dovrebbero essere dei Scleswig-Holstein-Sonderburg-Gluckburg.