Storia: Settembre 1916

Battaglia di Turtucaia

Gli scontri nei Balcani continuavano senza sosta. Il primo risultato dell’entrata in guerra della Romania fu l’assedio della fortezza rumena di Turtucaia, ad opera di un contingente misto tedesco-ottomano-bulgaro, durato dal 2 al 6 Settembre 1916 con conseguente resa delle truppe di Bucarest. Era iniziata la Campagna di Romania. A comandare le truppe tedesche durante l’assedio c’era August von Mackensen. Da un lato gli Imperi Centrali facevano di tutto per far rimpiangere alla Romania l’infausta idea di prendere parte al conflitto, dall’altra gli Alleati cercavano di farsi strada da sud per sferrare un colpo mortale principalmente ai Bulgari. Il 12 Settembre 1916 cominciò l’offensiva di Monastir (conclusasi a Dicembre dello stesso anno) a cui presero parte congiuntamente Inglesi, Francesi, Russi, Italiani e Serbi; alla fine la città di Monastir venne presa, ma non si ebbero altri rilevanti progressi nel settore… i Bulgari reggevano bene l’urto.

I Rumeni invece avevano sempre più problemi e a partire dal 18 Settembre 1916 cominciarono ad essere ricacciati verso le posizioni di partenza… segnale di una catastrofe imminente. Tra il 17 e il 19 Settembre 1916 si consumò la Prima Battaglia di Cobadin (nel sud della Romania) dove le truppe rumene e quelle russe riuscirono a porre un fermo temporaneo (a Ottobre 1916, sarebbe ricominciato l’attacco) all’offensiva bulgaro/tedesca/turca in quell’area (la Dobrugia). Il comandante rumeno, generale Alexandru Averescu, cercò di sferrare un decisivo attacco contro le basi di partenza delle truppe nemiche nel territorio bulgaro… la conseguente Offensiva di Flămânda (29 Settembre 1916 – 5 Ottobre 1916) si risolse però in un nulla di fatto grazie anche al pessimo tempo atmosferico che danneggiò il fondamentale ponte di barche posto sul Danubio dai soldati di Bucarest. I Rumeni rientrarono nel loro territorio anche perché da nord era sempre più pressante la minaccia austro-ungarica dalla Transilvania.

Sul fronte occidentale, nel settore della Somme, il 15 Settembre 1916 fece per la prima volta la comparsa un’arma che avrebbe cambiato per sempre il modo di concepire ed interpretare la guerra: il carro armato. Nella Battaglia di Flers-Courcelette vennero impiegati i primi 50 carri Mark I, anche se con modesti risultati. Di questi 50 infatti solo 32 riuscirono a partire all’attacco (gli altri restarono fermi per guasti meccanici)… dei 32 la metà rimase bloccata da guasti o dentro delle buche in mezzo alla terra di nessuno, mentre un altra decina si dimostrò estremamente lenta… in poche parole solo 5/6 carri furono realmente efficaci, incutendo un discreto terrore nelle truppe tedesche che non avevano mai visto nulla di simile.

Nel frattempo sul fronte italiano falliva miseramente l’offensiva italiana della Settima Battaglia dell’Isonzo principalmente a causa del maltempo. Lo scontro durò brevemente dal 14 al 18 Settembre 1916.

Il 4 Settembre 1916 cadeva Dar er Salam (in Tanzania) capitale dell’Africa Orientale Tedesca nelle mani degli Inglesi, Il comandante tedesco si ritirò nell’interno della colonia dove continuò una intensa guerra contro gli Alleati, che durò fino alla fine delle ostilità nel 1918, restando per lo più imbattuto ed entrando nella leggenda dei grandi comandanti coloniali, il suo nome era Paul Emil von Lettow-Vorbeck.

Paul Emil von Lettow-Vorbeck

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