Storia: Bokassa I

Si può affermare con assoluta certezza che non vi siano persone più eccentriche sulla terra se non i dittatori africani. Questi riescono a combinare la sete di potere e la paranoia del controllo (tipiche dei dittatori di tutti i continenti) con un instancabile gusto per l’eccesso. Abbiamo parlato in precedenza di Idi Amin Dada, anche se lo abbiamo fatto raccontando un film, oggi invece ci occupiamo di un personaggio altrettanto eccentrico. Se Amin è stato l’ultimo Re di Scozia oggi andremo a conoscere il primo ed ultimo Imperatore dell’Impero Centrafricano: Jean-Bedel Bokassa.

Bokassa e Amin Dada

Sua maestà Bokassa I nacque nel 1921 nell’allora colonia dell’Africa Equatoriale Francese (attualmente Repubblica Centrafricana), figlio di un capo di villaggio, in una zona a 80 km da Bangui. Il padre morì cercando di resistere al dominio francese e la madre si suicidò dopo la morte del marito. Rimasto orfano venne fatto istruire dai parenti in una scuola di missionari cattolici. Una volta diplomatosi lavorò come cuoco a Brazzaville per poi arruolarsi nel 1939 nell’esercito della Francia Libera combattendo durante la Seconda Guerra Mondiale, diventerà Sergente Maggiore e verrà decorato con la Legion d’Onore e la Croce di Guerra. Dopo aver frequentato una scuola per ufficiali in Senegal venne trasferito in Indovina, dove prestò servizio attivo fino al marzo 1953, combattendo quindi nella disastrosa Guerra d’Indocina. Nel 1961 raggiunse il grado di Capitano e l’anno dopo lasciò l’esercito francese per arruolarsi in quello della neonata Repubblica Centrafricana.

Il capo di stato era suo cugino David Dacko e Bokassa era sicuramente uno dei militari con la maggior esperienza di tutto l’esercito appena costituitosi, per questo motivo in breve tempo venne nominato Colonnello con la funzione di capo di stato maggiore delle forze armate. Alla fine del 1965 il giovane paese africano versava in gravi difficoltà economiche e il governo di Dacko era diventato inviso alla maggioranza della popolazione, per questo motivo il 1 Gennaio 1966 Bokassa guidò con un successo un colpo di stato proclamandosi presidente della repubblica, abolendo pochi giorni dopo la costituzione del 1959 ed iniziando a governare tramite decreto. Nel corso degli anni riuscì a consolidare il suo potere, resistette a due tentati colpi di stato (1969 e 1974) e nel 1972 si proclamò presidente a vita.

Nel 1976, per alcuni mesi, abbracciò la fede islamica: questo solo per ottenere aiuti economici dalla Libia di Gheddafi. Nello stesso anno sciolse il governo e trasformò la repubblica in monarchia sancendo la nascita dell’Impero Centrafricano. Il 4 dicembre 1977 si autoproclamò imperatore col nome di Bokassa I. Il nuovo imperatore subiva il fascino della figura di Napoleone e per la sua incoronazione non badò a spese: la sua corona era in oro massiccio con ben 5.000 diamanti, il suo trono a forma di aquila era in bronzo dorato e costellato da 785.000 perle ed oltre un milione di cristalli. Si stima che le spese della sola incoronazione superarono i 20 milioni di dollari. Nonostante fossero stati diramati moltissimi inviti, quasi nessun leader straniero partecipò all’evento. Bokassa sperava di far guadagnare prestigio e visibilità internazionale al suo paese, ma rimase profondamente deluso dal mal celato disappunto con cui lo trattavano gli altri capi di stato.

Nei primi anni dell’Impero lo stato assunse una forma sempre più dittatoriale, torture ed omicidi politici erano all’ordine del giorno, ma Bokassa poteva godere dell’appoggio della Francia, lautamente rifornita di Uranio per il suo programma nucleare.

Nel 1979 a seguito di una rivolta sedata nel sangue, il cui eco rimbalzò su tutti i giornali del mondo, la Francia interruppe gli aiuti economici a Bokassa. Nella rivolta morirono oltre 100 giovani studenti e circolò la voce che lo stesso Imperatore avesse torturato e addirittura mangiato alcuni di questi rivoltosi. L’ex presidente Dacko riuscì ad ottenere l’aiuto del governo francese e riuscì ad organizzare un colpo di Stato il 20 settembre 1979, con l’intervento diretto delle truppe francesi, il tutto mentre l’Imperatore si trovava in Libia. Bokassa si rifugiò in Costa d’Avorio e vi rimase per quattro anni, nel frattempo in patria un tribunale speciale lo aveva condannato a morte in contumacia. Nel 1985 decise di trasferirsi in Francia in un castello che aveva comprato non lontano da Parigi.

Nel 1986 tornò nella Repubblica Centrafricana durante un nuovo tentativo di colpo di stato, cercando di tornare disperatamente al potere, ma senza riuscirci. Arrestato, vene processato per alto tradimento, assassinio, cannibalismo (da questa accusa venne scagionato) e appropriazione indebita. Venne condannato a morte nel 1987, ma la pena venne commutata in ergastolo ed infine ridotta a venti anni di carcere. Nel 1993 godette di una amnistia nazionale e rimase a vivere in una villa nella periferia di Bangui. Per tutti gli ultimi anni della sua vita dichiarò il suo disappunto verso la Francia, colpevole di averlo tradito nonostante tutti i servigi da lui resi a Parigi. Nella sua vita, conclusasi il 3 novembre 1996 con un infarto, ebbe qualcosa come 19 mogli e 40 figli, tra cui Jean-Bedel Bokassa II, capo della casa imperiale Bokassa in esilio in Francia.

Bokassa e Ceausescu

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