Dal Mondo: Goodbye Mark

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MARK HOLLIS (4 Gennaio 1955 – 25 Febbraio 2019)

Did I see tenderness where you saw Hell? (forget)
Did I see angels in the hand I held? (forget)
God only knows what kind of tale you’d tell (forget)
Living in another world to you
Living in another world to you
Living in another world to you

Tu lo dici #20

Se per mezzo dell’ipnosi lo spirito cosciente fosse indotto al sonno e fosse al tempo stesso risvegliata la sua parte subcosciente, il problema sarebbe risolto, le carceri della mente spalancherebbero le loro porte e i prigionieri ritornerebbero alla luce del sole.

(London J.)

Storia: Agosto 1914 – parte terza

Il 24 Agosto il successo tedesco sul fronte occidentale era chiaro a tutti e cominciava la“grande ritirata” delle truppe anglo-francesi dai territori del Belgio e della Francia settentrionale. Questo progressivo arretramento del fronte portò i combattimenti sino alla Marna a pochi chilometri da Parigi. Nell’insieme la manovra tedesca stava causando grosse perdite agli avversari sia in termini di uomini che di materiale bellico. Il primo risultato di questa situazione fu che le truppe del Kaiser posero l’assedio alla fortezza francese di Maubeuge, questa piazzaforte cadde il 7 Settembre consegnando ai Tedeschi 40.000 prigionieri e oltre 350 pezzi di artiglieria. Maubeuge rimarrà in mano tedesca sino al 9 Novembre 1918!

Il 25 Agosto si muoveva di nuovo il Giappone che dichiarava guerra anche all’Austria-ungheria e due giorni dopo poneva il blocco al porto cinese di Tsingtao, da tempo colonia tedesca. Sempre lo stesso giorno truppe britanniche invasero il Camerun tedesco passando dalla Nigeria. Come già accennato in precedenza nei territori coloniali la Germania non fu mai in grado di opporre una resistenza continuativa contro gli attacchi dei suoi avversari. Sempre in tema di colonie africane il 26 Agosto cadde definitivamente la colonia del Togoland dopo venti giorni di combattimenti.

Il 26 Agosto fu una delle giornate più “piene” di quel primo mese di furiosi combattimenti, infatti vennero combattute ben tre battaglie importanti e vittoriose per gli Imperi Centrali. Nel complesso della “grande ritirata” venne combattuta la Battaglia di Le Cateau dove gli Inglesi soffrirono pesanti perdite dovendo ritirarsi ulteriormente, ma nonostante questo inflissero gravi danni alle truppe tedesche grazie alluso dei cannoni campali a fuoco rapido che sparavano shrapnel! Sul fronte orientale gli Austriaci sconfissero i Russi nella Battaglia di Komarów (26 Agosto – 2 Settembre) in Galizia, mentre i Tedeschi li battevano nella Battaglia di Tannenberg (26 Agosto – 1 Settembre). Tutte le debolezze dell’esercito dello Zar furono evidenziate in quelle drammatiche giornate dove si persero 70.ooo mila uomini tra morti e feriti e dove ci furono più di 100.000 prigionieri. I piani del comando congiunto degli Imperi Centrali puntava a costringere i Russi alla ritirata per poter poi marciare rapidamente verso Varsavia.

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Prigionieri Russi a Tannenberg

Il 28 Agosto ci fu anche un primo significativo scontro navale tra le forze britanniche e quelle tedesche. La superiorità marittima di Londra fu un punto focale durante tutta la guerra e che portò la Germania a sviluppare mezzi diversi per la guerra navale, fu enorme lo sviluppo dei sommergibili. La Battaglia di Helgoland, una baia al largo dello Schleswig-Holstein segno le prime perdite per la Kaiserliche Marine: ben 3 incrociatori leggeri affondati insieme a 2 torpediniere, mentre gli Inglesi non subirono affondamenti e solo 3 navi messe fuori uso! Senza la supremazia navale la Germania sarebbe rimasta chiusa in un sostanziale embargo economico senza la possibilità di collegarsi con continuità con le proprie colonie.

Il 30 Agosto 1914 per la prima volta un aereo tedesco bombardò Parigi: era un ulteriore segnale di un latente cambiamento nell’arte della guerra dovuto al progresso tecnologico di quegli anni; certo le incursioni aeree su zone civili nella Grande Guerra non ebbero lo stesso peso tremendo del 1939-45. Nel frattempo sul fronte occidentale i tedeschi ottenevano un’altra importante vittoria a San Quintino costringendo i Francesi e gli Inglesi a continuare la ritirata verso l’entroterra, sempre più spinti verso la Marna e verso Parigi. Nelle colonie le notizie per Berlino non erano altrettanto buone dal momento che i Neozelandesi (sotto il controllo britannico) avevano invaso le colonie del Kaiser in Samoa.

Sul fronte orientale l’impreparazione bellica austriaca portò alla sconfitta nella Battaglia di Gnila Lipa il 30 Agosto e alla rovinosa ritirata verso i Carpazi durante la quale l’armata di Vienna rischiò addirittura di essere annientata.

Deep Space 19: Le Morte d’Opportunity

Il 25 Gennaio 2004 il piccolo rover Opportunity toccava il suolo di Marte, ma il suo viaggio era iniziato col lancio dalla terra il 7 Luglio 2003. Il suo compito era quello di svolgere analisi chimiche sul pianeta, in particolare del suolo e dei minerali ivi presenti. Opportunity oltre a questo compito, svolto diligentemente, ci ha inviato negli anni tante immagini di quel pianeta che tutte le agenzie spaziali guardano per una colonizzazione futura. Ha inoltre permesso di confermare, tramite le sue analisi, la presenza di acqua su Marte. In tanti anni Opportunity ha resistito alle condizioni, spesso proibitive, di Marte. Ha superato tempeste di polvere di proporzione biblica, superando anche il record di longevità delle missioni sul pianeta rosso (il 19 Maggio 2010).

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Purtroppo però il nostro eroe non ha più dato segnali di vita verso la terra a partire dal 10 Giugno 2018. Da allora la NASA ha provato a contattarlo circa 840 volte, ma senza esito positivo… a questo punto la missione è stata dichiarata conclusa il 13 Febbraio 2019. Il bravo Opportunity ha svolto il suo compito per ben 14 anni, collezionando più successi che sconfitte. Resterà su Marte per sempre, fino a quando magari degli astronauti lo ritroveranno durante l’esplorazione umana di Marte. Quando?

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La terra vista da Marte…

Storia: Agosto 1914 – parte seconda

L’infuriare delle prime battaglie teneva col fiato sospeso le popolazioni del Vecchio Continente, a completare il quadro dell’intreccio bellico il giorno 11 Agosto la Francia dichiarò guerra all’Austria-Ungheria e il giorno seguente la Gran Bretagna faceva la stessa cosa.

L’unico fronte realmente attivo in questi primi giorni d’Agosto era quello occidentale dove Francesi e Tedeschi si affrontavano nelle battaglie che sarebbero passate alla storia col nome di Battaglia delle frontiere e di cui abbiamo già visto un primo episodio rilevante riguardante la regione dell’Alsazia. Ebbene, il 14 Agosto 1914 le truppe francesi cominciarono ad invadere la Lorena, altra regione di lunga contesa con gli odiati vicini. Iniziava così una lunga e sanguinosa battaglia che si sarebbe conclusa solo il 25 Agosto con la vittoria tedesca. Sin da subito i Francesi dimostrarono tutti i loro limiti tattici e la loro invasione divenne immediatamente un grave insuccesso. Già nei primi giorni di battaglia i soldati di Parigi furono costretti a ripiegare su Nancy. A fronteggiare le truppe francesi furono schierati gli ottimi reparti bavaresi.

Il grande errore dei generali francesi era quello di usare tattiche ormai superate fatte di attacchi frontali di fanteria, che però dovevano scontrarsi contro le più moderne artiglierie e il grande uso di mitragliatrici… il risultato fu un massacro immane di soldati. Molti reparti si sfaldarono completamente in seguito alla controffensiva tedesca del 20 Agosto e questo portò la stampa a scagliarsi con veemenza contro il comportamento dei soldati (non sarebbe stata l’ultima volta durante il corso della guerra… forse avrebbero dovuto spedire gli scribacchini in prima linea). Un dato rilevante: in questa battaglia i Tedeschi persero 66.500 uomini, mentre le perdite dei Francesi sono rimaste sconosciute, ma di certo altissime.

Sino al 15 Agosto 1914 la guerra si era sviluppata principalmente sul fronte occidentale con le battaglie tra Tedeschi, Francesi e Belgi. Il 16 Agosto, mentre cadeva la determinante fortezza belga di Liegi, gli Austriaci assaltarono la Serbia restando però sconfitti nella tre giorni di Battaglia del Cer dimostrando tutti i limiti dell’esercito di Vienna.

Il giorno 17 Agosto iniziavano le ostilità anche sul fronte orientale con l’invasione russa della Prussia Orientale. I soldati dello Zar vennero sconfitti nella Battaglia di Stallupönen, ma continuarono ad avanzare in territorio tedesco e pochi giorni dopo sconfissero i Tedeschi nella Battaglia di Gumbinnen. Come vedremo più avanti questa campagna si concluderà il mese successivo con la sconfitta dei Russi. Mentre i cannoni tuonavano in Prussia il 23 Agosto iniziarono le operazioni militari in Galizia tra gli Austriaci e i Russi con la prima vittoria di Vienna nella Battaglia di Kraśnik.

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Il Fronte Orientale nel 1914

Come ho accennato prima il 16 Agosto cadde la piazzaforte di Liegi. Il Belgio a questo punto aveva i giorni contati e per questo motivo sia i Francesi che gli Inglesi decisero di intervenire direttamente nel piccolo paese. I Francesi erano già in difficoltà dopo le due fallimentari battaglie in Alsazia e Lorena e tra il 21 e il 23 Agosto persero due importanti Battaglie a Charleroi e nelle Ardenne. Tutto questo mentre gli Inglesi affrontavano per la prima volta i Tedeschi nella Battaglia di Mons mettendo in seria difficoltà i soldati del Kaiser. In questa occasione si verificò per la prima volta una situazione imbarazzante che sarebbe stata un pò la costante della guerra: le truppe britanniche erano meglio organizzate e meglio comandate di quelle francesi e spesso e volentieri questa disparità portò ad uno sfasamento del fronte, in questo caso specifico gli Inglesi si comportarono egregiamente a Mons, ma furono costretti a ritirarsi per non disassare la linea con i Francesi che invece stavano perdendo a Charleroi. Questa situazione avrebbe causato non pochi guai e dissensi sul fronte occidentale. Avremo modo di parlare meglio nei prossimi giorni di questa ritirata passata alla storia come la“grande ritirata”.

Nel frattempo il 22 Agosto l’Austria-Ungheria aveva dichiarato guerra al Belgio e il 23 Agosto il Giappone dichiarava guerra alla Germania, nella speranza di acquistare influenza e colonie nel Pacifico.

Prossima Fermata: Valli di Comacchio

La modernità è caratterizzata dal rumore, dal rumore costante e continuo di qualsiasi cosa. Ogni macchina che abbiamo intorno a noi produce un rumore piccolo o grande. Non parliamo di suoni bensì di rumori con cognizione di causa perché ognuno di questi rumori è un sottofondo molesto delle nostre vite, un’interruzione sgradita dei nostri pensieri… per trovare pace da tutto questo gorgogliare del mondo moderno bisogna recarsi in luoghi isolati, occorre immergersi nella natura in solitudine e riscoprire i veri suoni degli albori dell’umanità, riscoprire la bellezza che si cela dietro un paesaggio incontaminato ove la calma della natura cela migliaia di esseri viventi in movimento. Siano essi pesci, mammiferi, anfibi, rettili… insetti e piante. Di posti come questi ne esistono tanti sulla faccia della terra, per fortuna. Ne esistono tanti nonostante l’uomo si impegni costantemente nella distruzione e nella contaminazione di ogni singola porzione del pianeta.

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Più o meno a 90 km dalla mia Bologna si trovano le valli di Comacchio, un’area molto vasta appartenente al Parco Regionale del delta del Po. Si tratta di un complesso lagunare e palustre molto importante suddiviso in cinque valli principali: la foto qui accanto è stata scattata nella Valle Bertuzzi, la più a nord di quelle nel territorio di Comacchio. Sono paesaggi incantevoli che rimandano ad un passato nel quale l’uomo non era ancora il nefasto fautore dei destini del mondo, questo permette ancora oggi di poter girare in barca per queste valli senza praticamente incontrare altre persone se non qualche studioso o qualche pescatore. Proprio quest’ultimi con la loro presenza regalano una delle atmosfere più tipiche del luogo, la visione delle loro piccole case di pesca al tramonto è uno dei tratti tipici dell’area del delta del Po e delle zone palustri dell’Emilia-Romagna.

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Fenicotteri in volo

Poi ci sono gli animali. Quanti? Tanti! Soprattutto uccelli. Vi si trovano oltre 300 specie diverse, alcune rare. E’ facilissimo imbattersi in fenicotteri ed aironi girando nelle lagune. Ogni forma di vita in questo ambiente collabora alla perfetta armonia del paesaggio ed alla sua tranquillità, tutto sembra sempre essere collocato nel suo giusto posto, comprese le eventuali case in rovina che si incontrano ogni tanto sulle penisole. Giri in barca, remi e senti solo il suono della natura tutto introno, impari a riconoscere i movimenti degli animali e il ronzio degli insetti. Ti accorgi che esiste un mondo sommerso sotto di te, fatto di centinaia di pesci e di centinaia di piante e ti rendi conto di essere un semplice essere vivente in mezzo ad altri esseri come te, né più importante né meno importante: uguale.

Una sensazione impossibile da provare nel mezzo dei rumori delle nostre sporche ed inquinate città.

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La magia del tramonto a Comacchio

Storia: Agosto 1914 – parte prima

Il risultato degli ultimatum fu evidente il 1 Agosto: sia la Francia che la Germania dichiararono la mobilitazione generale. Era il disastro della diplomazia. Quello stesso giorno verso sera l’ambasciatore tedesco a San Pietroburgo consegnò (in lacrime) la dichiarazione di guerra al ministro degli esteri russo Sazonov.

Mentre la Germania muoveva i primi passi occupando militarmente il Lussemburgo il 2 Agosto e contestualmente inviando un ultimatum al Belgio chiedendo di concedere alle proprie truppe di passare attraverso i suoi territori, gli Inglesi non restavano a guardare. E neppure i Turchi. Gli Inglesi rassicurarono i Francesi su un loro sicuro intervento in chiave anti-tedesca in caso di conflitto e dichiararono la mobilitazione generale della loro imponente flotta. I Turchi invece strinsero una solida alleanza segreta con gli Imperi Centrali.

Il 3 Agosto la Germania dichiarò guerra alla Francia e il Belgio rigettò l’ultimatum di Berlino preparandosi quindi allo scontro con le truppe del Kaiser. Nel frattempo l’Italia dichiarò la sua neutralità violando così parte dei patti stretti in precedenza con la Germania e con l’Austria.

Il 4 Agosto la Germania invase il Belgio, dopo che il piccolo stato aveva rifiutato il suo ultimatum il giorno precedente. Iniziò così la prima seria campagna della guerra. Tra il 4 ed il 21 Agosto le truppe del Kaiser furono impegnate nella conquista di questo territorio. I Belgi si difesero molto più duramente di quanto i Tedeschi avessero mai ipotizzato e questo comportò un rallentamento nei piani di guerra dell’alto comando germanico. La presenza delle grandi fortezze di Namur e Liegi fu uno dei principali ostacoli da superare! La battaglia per la determinante piazzaforte di Liegi durò dal 5 al 16 Agosto e vide anche il primo bombardamento strategico del conflitto ad opera si un dirigibile Zeppelin tedesco.

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Soldati Tedeschi in partenza per il fronte

Nella stessa giornata del 4 Agosto la Gran Bretagna chiese alla Germania di rispettare la neutralità del Belgio e di ritirare le sue truppe, ma i Tedeschi rifiutarono. La risposta inglese fu immediata e si arrivò alla dichiarazione di guerra alla Germania.

Il 5 Agosto il piccolo Regno del Montenegro (da cui veniva la Regina d’Italia, Elena) dichiarò guerra all’Austria-ungheria in alleanza e solidarietà coi vicini Serbi.

Il 6 Agosto la reazione a catena continuava e la Serbia dichiarò guerra alla Germania, mentre il governo di Vienna dichiarava guerra alla Russia. Ormai tutte le grandi potenze erano coinvolte a doppio filo nel conflitto! Lo stesso giorno le truppe francesi invasero le colonie tedesche del Togoland… le colonie tedesche erano ben difese, ma non c’era molta possibilità di ottenere rifornimenti dalla madrepatria, questa portò la Germania a perdere progressivamente tutte le sue colonie nel corso della guerra. E avremo modo anche di analizzare anche alcune campagne più avanti.

Il 7 Agosto i primi reparti inglesi del BEF (British Expeditionary Force) sbarcarono in Francia e contestualmente le truppe di Parigi tentarono una prima offensiva dando inizio alla Battaglia delle Frontiere (che sarebbe durata sino al 24 Agosto).

Il 9 Agosto il Regno del Montenegro dichiarò guerra alla Germania.

Ma vediamo nel dettaglio la prima offensiva francese della Battaglia delle frontiere. Tra il 7 e il 10 Agosto si combatté la Battaglia di Mulhouse, in Alsazia… territorio allora in mano alla Germania. L’obiettivo del generale Louis Bonneau era di riconquistare le due provincie perdute con la guerra del 1870, nonché di frenare una possibile avanzata dei tedeschi che già stavano divorando importanti lembi di territorio belga. Le prime fasi dell’offensiva francese furono caratterizzate dalla scarsità dei combattimenti e dalla facilità (troppa) di avanzata. Lo stesso giorno 7 la città di Mulhouse era di nuovo in mano francese e tutta la nazione era in un clima di festa. Bonneau temendo di rimanere accerchiato decise però di frenare l’avanzata e di mettersi sulla difensiva, non sapendo la reale consistenza delle forze nemiche. Il generale tedesco che comandava il settore, von Heeringen, aspettò che arrivassero le truppe di riserva stanziate a Strasburgo e preparò un contrattacco per il giorno 9.  Quello che Bonneau non aveva erano le truppe di riserva e per questo fu costretto ad abbandonare i territori conquistati il giorno 10, segnando così la prima sconfitta per la Francia.

Ora questa battaglia non fu numericamente nulla di impressionante, rispetto alle altre della guerra, ma ci fa già capire quella che sarà l’antifona di tutto il conflitto ci saranno sempre una serie di offensive che porteranno alla conquista di un pò di territorio, poi seguirà la controffensiva che rispedirà indietro gli attaccanti… e così via. L’importanza in queste campagne militari stava tutta nella freschezza delle truppe di riserva e nell’apporto dell’artiglieria (che Bonneau non seppe sfruttare a pieno). Il generale Bonneau dimostrò un tratto caratteristico di molti generali dell’epoca, che spesso fermarono le avanzate nel momento migliore per paura di restare accerchiati, dando così al nemico il fatale tempo per riorganizzarsi. A Mulhouse persero la vita 4.000 Francesi e 3.000 Tedeschi, i numeri degli anni successivi sarebbero stati ben più terrificanti.

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Soldati Belgi 1914

Tu lo dici #18

L’America è un grosso paese aldilà dell’Atlantico che ha raggiunto una potenza senza paragone, e io ritengo che ci siano lì delle persone che immaginano di essere sulla strada di diventare i padroni del mondo e fare del mondo un impero tutto loro. Non hanno imparato la lezione dalla loro guerra in Vietnam? L’occidente era solito sostenere l’idea che il comunismo mondiale e il blocco sovietico minacciassero i suoi interessi e anche la sicurezza di tutto l’occidente, ma nonostante tale tesi si trattava solo di una copertura sottile. E nondimeno gli americani l’hanno usata e se ne sono avviluppati finché l’eroico popolo vietnamita non li ha espulsi con la forza.

(Hussein S.)

 

Tu lo dici #17

In una conferenza stampa a Nuova Delhi, Henry Kissinger ha dichiarato che verrà a Roma e andrà a pranzo dal presidente Leone, ma non parlerà di politica perché quella italiana è, per lui, troppo difficile da capire. È la prima volta che Kissinger riconosce i limiti della propria intelligenza. Ma vogliamo rassicurarlo. A non capire la politica italiana ci sono anche cinquantacinque milioni di italiani, compresi coloro che la fanno. 

(Montanelli I.)

Storia: Luglio 1914 – parte terza

Dopo la dichiarazione di guerra dell’Austria-Ungheria contro la Serbia la prima nazione a reagire fu la Russia zarista. Nicola II decise di mobilitare l’esercito nelle regioni confinanti con l’impero viennese (29 Luglio 1914) senza però dichiarare ufficialmente guerra. Una mossa come questa avrebbe quasi certamente comportato la mobilitazione della Germania in difesa dell’alleato… e a Berlino alcuni funzionari del governo cominciarono ad intuire la pericolosità della situazione che si stava generando, ma sembrava impossibile arrestare la macchina bellica che già si era messa in moto. Del resto il 29 luglio l’Austria aveva già iniziato a cannoneggiare Belgrado con l’artiglieria.

La risposta tedesca fu la dichiarazione di “stato di pericolo di guerra”… che non era proprio una mobilitazione generale, ma quasi. La Russia di tutta risposta dichiarò la mobilitazione generale di tutto il paese, su grande spinta dei militari, mentre lo Zar era titubante. A questo punto la Germania iniziò a pensare sia a mobilitare completamente il proprio esercito sia a inviare ingenti somme all’alleato italiano per farlo entrare in guerra (cosa che poi non accadde).

I Tedeschi sapevano benissimo che la Russia era alleata della Francia ed una guerra contro lo Zar avrebbe comportato inevitabilmente una guerra anche contro Parigi: una guerra su due fronti poteva essere molto pericolosa. Bisognava rendere inoffensiva la Francia o con la diplomazia o con l’arte militare (invadendola sia dai confini diretti sia attraverso il neutrale Belgio, stringendola con una rapida manovra a tenaglia). In questo clima di fermento il 31 Luglio la Germania inviò due ultimatum. Il primo era diretto alla Russia e accusava il governo dello Zar di aver mobilitato l’esercito con l’idea di attaccare la Germania, si chiedeva quindi di interrompere la mobilitazione entro 12 ore, pena la guerra. Il secondo ultimatum era diretto alla Francia e riguardava la sua eventuale neutralità in uno scontro tra Russi e Tedeschi: i Francesi però fecero orecchie da mercante dichiarando addirittura di non aver notizia della mobilitazione generale russa. Nel frattempo l’Austria sentendosi in pericolo dichiarò la mobilitazione generale.

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Dal Mondo: Super Bowl 53

Domenica sera gli Stati Uniti si fermeranno per l’evento sportivo dell’anno: il Super Bowl, la finale del campionato di Football Americano che quest’anno vede la sua edizione numero 53. A sfidarsi in campo ci saranno i New England Patriots (squadra di Boston e in finale in ben 4 delle ultime 5 edizioni, condite con due vittorie) e i Los Angeles Rams (squadra che nella sua storia è avuto base prima a Cleveland, poi a Los Angeles, poi a St. Louis ed ora di nuovo nella città degli angeli).

Nel palmares complessivo i Patriots hanno vinto il titolo già 5 volte e i Rams solo 1 volta (nel 2000 e proprio ad Atlanta, sede della finale 2019).

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Los Angeles Rams vs New England Patriots

I biglietti per assistere dal vivo alla partita hanno prezzi esorbitanti (dai $ 2.800 in su, ma se si vuole assistere la partita da un posizione discreta bisogna pagare dai $ 6.000 in poi). Costo esorbitante anche per gli spazi pubblicitari che possono superare i $ 5.000.000 per appena 30 secondi… $ 167.000 al secondo…

Appuntamento con la partita domenica notte ore 00.20 italiane su Rai 2…

Storia: Erich “Bubi” Hartmann

Credo che si possa considerare la Guerra d Corea (1950-53) come l’ultima guerra in cui l’aviazione abbia visto l’essere umano e non la macchina come protagonista assoluto, da quel momento in poi i passi avanti della tecnologia hanno fatto si che l’asse portante dell’aviazione si spostasse verso il mezzo, sia che si trattasse d aviazione civile che militare. Nei due conflitti più grandi e terribili della storia dell’umanità possiamo trovare i veri pionieri sia del volo che del combattimento in volo: uomini temerari che volavano su mezzi spesso precari, sperimentali, pericolosi e difficili da guidare. Non c’erano tutti gli strumenti della tecnologia moderna, i materiali erano più delicati, le velocità ridotte, gli armamenti rudimentali e le possibilità di fuga spesso nulle. Eppure tanti uomini hanno affrontato quella gara estrema con fierezza ed incoscienza, riuscendo in molti casi ad eccellere. E’ il caso di Erich Hartmann, il maggior asso dell’aviazione della storia.

Siamo durante la Seconda Guerra Mondiale, Erich è un adolescente con la passione degli aerei, una passione che ha ereditato dalla madre che è pilota. Finite le scuole superiori si arruola nella Luftwaffe. E’ la primavera del 1940. Viene addestrato e preparato ai combattimenti, viene infine assegnato alla sua prima unità operativa nell’Ottobre del 1942. I Tedeschi dedicavano molta attenzione all’addestramento dei piloti da guerra, a differenza delle altre nazione che avevano addestramenti più dozzinali e rapidi, spesso con risultati discutibili. All’inizio Erich non ottiene grandi vittorie, si mette in mostra per intraprendenza e per temerarietà, ma queste due doti gli procurano solo incidenti, ferite ed un totale di 7 vittorie su 100 missioni! Erich combatte sul fronte orientale contro l’aviazione russa: non sono piloti e mezzi temibili come quelli britannici, ma sanno il fatto loro e numericamente sono temibili. I suoi compagni di squadriglia lo chiamano “bubi” (ragazzino) per il suo sguardo giovanile.

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Erich al fronte

Nonostante la carenza di successi il ragazzo non si scoraggia e cerca di apprendere quanto di meglio dai grandi piloti che volano con lui, si applica e si intestardisce, crede in se stesso e nelle potenzialità del suo aereo: il Messerschmitt Bf 109, l’aereo con cui volerà per tutta la guerra. La svolta arriva nel Luglio del 1943, 15 vittorie in 4 giorni e a fine mese il raggiungimento di quota 46 vittorie, viene promosso di grado e comincia a comandare altri piloti. A fine Agosto “bubi” era arrivato a 90 vittorie, durante una missione fu costretto ad atterrare in suolo sovietico, venne fatto prigioniero, ma con un abile stratagemma riuscì a fuggire. Le vittorie di Erich aumentavano di mese in mese, ma la situazione bellica della Germania andava peggiorando: dalla Russia fu spostato in Romania.

“Bubi” volò sino agli ultimissimi giorni di guerra, conseguendo la sua ultima vittoria l’8 Maggio 1945… quando atterrò alla base di ritorno dalla missione apprese che la guerra era appena finito: la Germania aveva perso. Lui però era diventato l’asso assoluto dell’aviazione con le sue 352 vittorie. Fu inoltre uno degli unici 27 uomini (dieci dei quali erano assi dell’aviazione) ad essere insigniti della massima onorificenza di guerra tedesca: la Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia in Oro, Spade e Diamanti. Alla fine della guerra venne accusato dai Russi di aver sabotato lo sforzo bellico sovietico e venne condannato a venticinque anni di carcere: una vera assurdità, Hartmann non era un criminale di guerra, non si era macchiato di nessuna azione nefanda, aveva semplicemente combattuto al meglio delle sue possibilità.  Per fortuna venne liberato nel 1955 e rimandato nella Germania Ovest di Konrad Adenauer.

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Hartmann nella Germania Ovest

“Bubi” entrò nella nuova Luftwaffe diventando comandante della prima squadra della Germania Federale equipaggiata con aerei a reazione. Negli ultimi anni di servizio si recò spesso negli Stati Uniti per essere addestrato sui più moderni mezzi di volo. I tempi stavano cambiando e gli aerei erano sempre più tecnologici. Erich entrò in contrasto con i suoi superiori per via dell’impiego dei nuovi Lockheed F-104 Starfighter, da lui giustamente ritenuti troppo pericolosi ed instabili. La sua situazione all’interno delle forze armate divenne insostenibile e nell’autunno del 1970 si ritirò a vita privata. Morì nel 1993, asso tra gli assi di tutte le guerre.