La voce di R’lyeh: Girotondi

Una delle costanti, in ogni regime democratico che si rispetti, è la gestione del dissenso direttamente dalle centrali stesse del potere. Come a dire che due blocchi, fintamente in contrapposizione tra loro, si facciano a turno la guerra mediatica con il fine ultimo di tenere la popolazione impegnata in inutili lotte da cortile. In pratica le galline si scannano per il mais, mentre nel frattempo il fattore se ne sta seduto comodamente ad attendere che depongano le uova. Ci sarebbe di che ridere… se solo non fosse il modus operandi di ogni, così detta, democrazia… la quale, vale la pena ricordarlo, non è altro che la forma istituzionale del capitalismo. Nulla a che vedere col vero concetto di democrazia.

In Italia è storicamente la sinistra a giocare il ruolo da protagonista nella gestione pubblica del dissenso, dando vita ogni volta a movimenti sempre nuovi, ad esperienze sempre diverse nel loro essere sempre uguali. E pure i nomi di chi le compone o di chi le manovra alla fine sono spesso gli stessi. E’ un qualcosa che funziona sempre, andando a solleticare l’ego di una parte della popolazione che è stata ben incanalata ed istruita sin dalla più tenera età. Ed ogni volta che serve il loro apporto essi accorro, salvo poi tornare nell’ombra dopo poco tempo, a mandato concluso. Ritornando poi dopo anni, come nuovi eppure sempre vecchi; senza nulla fare per vanificare il costante decadimento della società, di cui essi in fondo sono tra gli artefici. E il popolo li guarda e dibatte e si dibatte, come un pesce preso all’amo… ed è così che è già troppo tardi.

Facciamo un esempio… i mitici Girotondi!

Mentre Silvio Berlusconi si alternava con la nuova sinistra nel riformare (e rovinare) il paese, si giocava con l’opinione pubblica affinché porgesse il capo alle riforme più becere imposte da sinistra con la scusa di averne rifiutate alcune, pessime, da destra. Ripeto… il bello è che funziona! Il tema era quello, eterno, della gestione della Giustizia in Italia! Che la Giustizia non funzioni nel nostro paese è un dato di fatto, che sia anche non giusta idem, che poi non vi sia certezza della pena idem con patate… insomma un successo! Ma che a riformare la Giustizia voglia poi essere uno come Berlusconi… ecco… insomma… come dire… ci siamo capiti. Correva l’anno 2002, si era nel pieno del Governo Berlusconi II e il Presidente del Consiglio non mancava di attaccare settimanalmente la magistratura, la quale gli faceva guerra a modo suo. Tutto legittimo, tutto bellissimo.

Ed ecco dunque il copione prendere vita… si alzi il sipario.

I ATTO – LA PAROLA D’ORDINE CATEGORICA: RESISTERE
All’inaugurazione dell’anno giudiziario 2002 di Milano (12 Gennaio 2002) il procuratore generale Francesco Saverio Borrelli (protagonista nella stagione di Mani Pulite e ricordato per aver sostenuto Walter Veltroni alla guida del Partito Democratico nelle primarie del 2007… gli altri candidati erano Rosi Bindi ed Enrico Letta…) fa la seguente affermazione: “ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività resistere, resistere, resistere come su una irrinunciabile linea del Piave”.


II ATTO – GLI ARDITI DEL POPOLO
Una settimana dopo viene organizzata una manifestazione a Roma, davanti al Ministero di Grazia e Giustizia contro le ingerenze dell’esecutivo nei confronti del potere giudiziario. Partecipano 80 persone e, come nelle migliori tradizioni della sinistra, si autocostituiscono in “Presìdi per la giustizia”… appuntamento fissato per i due sabati successivi.


III ATTO – I BUONI MAESTRI
Il 24 Gennaio ecco che a Firenze scendono in piazza oltre 12.000 persone per un corteo indetto da due professori universitari: Francesco Pardi (destino segnato dall’esser nato il 25 Aprile 1945; ex Potere Operaio ed esperto tiratore di molotov, confluito nel Partito Democratico, ricordato anche per la stagione del Popolo Viola) e Paul Anthony Ginsborg (al servizio di HM Queen Elizabeth II). La motivazione del corteo è la più ricorrente di tutte: “democrazia è in pericolo”.


IV ATTO – IL SIMBOLO
Il 26 Gennaio arriva la trovata che determinerà il nome del movimento di protesta: il gruppo “Per Mano per la Democrazia” da vita ad un girotondo intorno al Palazzo di Giustizia di Milano. E’ la Milano bene che si muove, capitanata tra gli altri da Daria Colombo (moglie di Roberto Vecchioni) e Ottavia Piccolo (attrice esperta di conformismo dell’anticonformismo). L’idea piace e prende piede anche in altre realtà italiane, prima su tutte Roma.


V ATTO – IL CARROZZONE POLITICO
Come in ogni protesta spontanea che si rispetti alla fine compare la politica, arrivano i nomi ed i simboli a colorare le piazze. Il centrosinistra in quel momento è compattato nell’Ulivo, al suo interno vi è un comitato che si occupa proprio del tema giustizia: “La legge è uguale per tutti”. Chi ne fa parte?

Il portavoce è Nando Dalla Chiesa (figlio del generale, bocconiano, deve il suo ingresso in politica al movimento La Rete di Leoluca Orlando) e con lui ci sono Loredana De Petris (ex Democrazia Proletaria, una storia politica che attraversano diverse sigle di sinistra sino ad approdare attualmente in una lista, vicina ai 5 Stelle di Conte, insieme a Stefano Fassina), Cayetana De Zulueta Owtram (prodotto delle università anglosassoni e, tra le tante, anche giornalista per il settimanale globalista The Economist), Patrizia Toia (bocconiana della Milano che piace alla gente che piace, una lunga carriera politica dalla Democrazia Cristiana sino al Partito Democratico, paladina della giustizia giusta… tanto da essersi salvata da un’inchiesta sulla spartizione politica delle ASL grazie al fatto che nel frattempo il reato di abuso d’ufficio non patrimoniale era stato abolito…), Cinzia Dato (politologa attualmente in quota Partito Democratico), Giuseppe Ayala (magistrato poi passato alla politica nel 1992) e Marco Rizzo (Comunista della vecchia guardia, oggi in prima fila con i movimenti di dissenso contraria alla nuova sinistra, al NWO, ecc…).

Scendono in piazza 4.000 persone. Sul palco parlano in tanti, ma l’intervento più importante resta l’ultimo, quello del regista Nanni Moretti (a pieno titolo nel Pantheon mentale della sinistra che piace alla gente che piace), il quale non si limita ad attaccare Berlusconi bensì anche la dirigenza dell’Ulivo, troppo morbida nel suo fare opposizione.
E’ il vecchio gioco delle due opposizioni, ognuna pronta a raccattare il consenso delle varie anime della sinsitra… più o meno come sta accadendo in queste settimane dopo la vittoria di Giorgia Meloni. Solo che a questo giro le opposizioni sono addirittura tre.


VI ATTO – IL NATURALE DECORSO
All’apice del processo sistemico questo genere di movimenti hanno un periodo di iper-attività ed iper-esposizione mediatica di circa 6 mesi. Dopo di che esauriscono la propria forza propulsiva e tornano nello sgabuzzino di casa a farsi lucidare la cromatura, farsi rifare il pieno di benzina per poi uscire a tempo debito con un nuovo nome. E’ come portare la propria 500 dal meccanico, farla risistemare completamente e vederla uscire dall’officina con un bel 520 anziché 500. Però funziona… sempre. In fondo la mente umana è quella che percepisce una differenza tra un prezzo a 19,99 euro ed uno a 20 euro… non c’è da stupirsi.
Nanni Moretti dirige diverse manifestazioni di fine settimana in fine settimana. Incontrando di volta in volta personaggi dell’opposizione politica (Oliviero Diliberto, Piero Fassino e Massimo D’Alema). Gli slogan sono sempre gli stessi: la giustizia giusta, il pericolo autoritario esistente ogni volta che non governa la sinistra, il centro sinistra che deve ripartire da X, il movimentismo che incarna la miglior sinistra pronta a portare rinnovamento nella classe dirigente (che alla fine è sempre la stessa). Si muovono anche le truppe cammellate del giornalismo di sinistra, nel quale non può mancare mai l’apporto di MicroMega di Paolo Flores d’Arcais. E a seguire gli intellettuali e gli artisti di riferimento… è il momento dell’immancabile, ex repubblichino, Dario Fo.


«Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi»


E dunque manifestazioni a Roma, manifestazioni a Napoli, a Genova… e senza dimenticare i Girotondi che partecipano il 2 Marzo alla manifestazione nazionale dell’Ulivo in Piazza San Giovanni a Roma. Alla battaglia sulla Giustizia si affianca l’altra grande battaglia di sempre: quella sull’indipendenza della RAI. Anche su questa ce ne sarebbe da dire all’infinito.
Nel frattempo il mondo dei Girotondi si muove, si riunisce, si coordina, delibera, si riunisce di nuovo, incontra i soliti dirigenti di partito, delibera ancora, torna a riunirsi, si coordina, fa l’indipendente nella dipendenza dalla politica, si muove ancora un poco e tanto per cambiare si riunisce e delibera.


Ormai i Girotondi sono un fiume in piena che invade le strade delle città italiane, Nanni Moretti e Paolo Flores d’Arcais guidano la traversata della sinistra movimentista su questi nuovi canali di veneziana memoria. E allora pronti a vedere i sessantottini del 6 politico pronti a difendere la scuola e la cultura (quali?) e poi tutti a protestare contro il famoso “editto bulgaro” (la richiesta di Berlusconi di espellere dalla RAI Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi).


A questo non può che seguire un convegno sulla libertà ed il pluralismo dell’informazione tenuto in una Casa del Popolo… e chi te la può insegnare la pluralità dell’informazione se non gente come Sandro Ruotolo (ex Partito di Unità Proletaria per il Comunismo e giornalista del Manifesto, poi in quota LEU), Norma Ruggeri (giornalista del Manifesto e di Radio RAI 3), Curzio Maltese (dipendente di lunga data di Carlo De Benedetti, non serve aggiungere altro) e l’intramontabile Michele Santoro. In pratica un convegno di comunisti che piacciono alla gente che piace.


VII ATTO – IL CANTO DEL CIGNO
Il 14 Settembre 2002 si ha a Roma la manifestazione denominata “Una festa di protesta” in Piazza San Giovanni. In quel frangente Moretti pronuncia le fatidiche parole che prima o poi ogni capopopolo funzionale al sistema pronuncia: Noi continueremo a delegare ai partiti, ma visto che un po’ ci siamo svegliati la nostra delega non sarà sempre in bianco”. Tanti i nomi sul palco insieme a Moretti e Paolo Flores d’Arcais… sono i soliti, i ricorrenti, quelli che non possono mancare per dare l’estrema unzione ad un cambiamento che il parte del popolo vorrebbe, ma che non può arrivare. E così compaiono gli inchiodatori, i becchini… quelli che quando li vedi arrivare in piazza sai già che il movimento ha esaurito la sua funzione.


Ecco dunque Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e Roberto Vecchioni a cantare per la gloria dei Girotondi. Don Luigi Ciotti, Rita Borsellino e Gino strada… immancabili appunto «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi».
E’ il funerale perfetto. Quasi vichingo. Si parla, si canta, si suona, ce le si canta e ce le si suona, intervengono le firme giornalistiche di sinistra, si assapora la consapevolezza di essere la parte, auto-eletta, migliore della nazione. Il morto è morto, ma sembra vivo ed in perfetta salute. Vivrà per sempre dunque e, come mille movimentini prima e dopo di lui, non morirà mai. In fondo la vita eterna si ha solo dopo la morte.

E il 14 Settembre i Girotondi erano già morti, ma senza rendersene conto.


VIII ATTO – RIPOSA IN PACE
Ad inizio 2003, al palazzo dello sport di Firenze si celebra il primo anno di vita dei Girotondi e viene nominato come capo della sinistra movimentista dei girotondi l’ex capo della CGIL Sergio Cofferati. E’ la croce piantata sul terreno a segnare la presenza della tomba dei Girotondi. Cofferati spegnerà definitivamente quella stagione andando a fare il Sindaco di Bologna nel 2004 con l’appoggio di Massimo D’Alema.

Tutto è bene quel che finisce bene.

Dal Mondo: Goodbye HM Queen Elizabeth II

ELIZABETH ALEXANDRA MARY WINDSOR

(21 Aprile 1926 – 8 Settembre 2022)

Today we need a special kind of courage. Not the kind needed in battle, but a kind which makes us stand up for everything that we know is right, everything that is true and honest. We need the kind of courage that can withstand the subtle corruption of the cynics, so that we can show the world that we are not afraid of the future. (25 December 1957)

Guerra Civile Americana: Marzo 1862

Con la primavera alle porte gli eventi bellici subirono una notevole accelerazione su tutti i fronti aperti. Nel settore del Missouri e dell’Arkansas, il comandante unionista, brigadier generale Samuel Ryan Curtis, era intenzionato ad allontanare la minaccia confederata dal sudista una volta per tutte, cercando di spingere i sudisti fino ai territori più settentrionali dell’Arkansas. Vincendo la Battaglia di Pea Ridge tra il 6 e 8 Marzo 1862, appunto nell’Arkansas, riuscì ad impedire che i confederati rientrassero in Missouri. A comando delle truppe di Richmond c’era il generalmaggiore Earl Van Dorn, il quale poteva contare tra le sue truppe ben due reggimenti di cavalleria indiani al comando del Cherokee Stand Watie. Il 14 Marzo 1862 le truppe unioniste catturarono New Madrid nel Missouri.

Battaglia di Pea Ridge

Nel frattempo l’Unione aveva studiato un ambizioso piano per catturare la capitale confederata tramite una manovra anfibia sulla Virginia Peninsula. Questa operazione bellica passò alla storia come Campagna Peninsulare e cominciò con l’inconcludente Battaglia navale di Hampton Roads del 8 e 9 Marzo 1862. Contestualmente a questa manovra le truppe unioniste spingeva da nord ovest per prendere Richmond in mezzo ad una manovra a tenaglia. Per questo motivo le truppe confederate diedero il via alla Campagna della Valle (con riferimento alla Valle dello Shenandoah in Virginia) per impedire un ricongiungimento tra le truppe unioniste. La campagna militare venne condotta dal Generale confederato Thomas J. “Stonewall” Jackson e cominciò con la Battaglia di Kernstown del 23 Marzo 1862. La battaglia costrinse il comando nordisti a Washington a dover frammentare le unità sul territorio della Virginia in tre tronconi distinti comandati da tre diversi ufficiali, decisione che si rivelerà fatale per le sorti dell’operazione.

Battlagia di Kernstown

Nel settore costiero della Carolina del Nord il 14 Marzo 1862 le truppe unioniste catturarono New Bern.

Infine nel contesto della Campagna del Nuovo Messico il 26 Marzo 1862 ci fu un breve scontro nella Battaglia di Apache Canyon che vide le truppe unioniste mettere in fuga quelle confederate, senza però procedere ad un inseguimento. Due giorni dopo, il 28 Marzo 1862, giunse il grosso delle truppe sudiste e cominciò la Battaglia di Glorieta Pass. Lo scontro si stava risolvendo decisamente a favore dei confederati, ma un gruppo di volontari unionisti ebbe modo di raggiungere i depositi dei confederati distruggendo buona parte delle risorse di quest’ultimi. A questo punto ai confederati non rimase che riprendere la strada per Santa Fe.

Battaglia di Glorieta Pass

Deep Space 19: La formazione di Giove

Personalmente ho sempre trovato estremamente affascinante la natura dei cosiddetti “giganti gassosi“, ossia tutti quei pianeti che non sono composti principalmente da roccia, pur potendo avere un nucleo roccioso… anche se su quest’ultimo punto non abbiamo certezza assoluta ad oggi, nonostante alcuni sostengano che sia indispensabile la sua presenza per la formazione del pianeta. Detto questo un pianeta di questo tipo non ha una superficie ben definita e la sua massa è composta per lo più da gas o da gas in forma liquida. Già l’idea di aver una superficie sulla quale non poter atterrare è qualcosa di davvero stimolante ed affascinante.

Il più grande pianeta di questo tipo nel sistema solare è Giove. Gli altri sono Saturno, Urano e Nettuno. Per quello che riguarda la presenza di materiale roccioso/metallico all’interno di Giove abbiamo ormai certezza. Nel luglio del 2016 la navicella spaziale Juno (Giunone), inviata dalla NASA, ha raggiunto l’orbita di Giove e cominciato ad inviare dati sempre più interessati sul grande pianeta. In particolare la navicella ha a bordo un sofisticato strumento di misurazione del campo gravitazionale, capace di far comprendere agli studiosi qualcosa in più sulla composizione del “gigante gassoso”. Ricordiamo per chi non lo sapesse che Giove è composto per la maggior parte di idrogeno ed elio (ed in misura minore di altri gas composti, quali ammoniaca, metano e acqua).

Juno e Jupiter

Dai dati rilevati emerge dunque che Giove ha una forte presenza di metalli nella sua parte centrale, nel suo nucleo per intenderci, questa massa non è facilmente misurabile, ma va 11 a 30 volte la massa della terra. Si… avete letto bene…

Sappiamo che Giove è il pianeta più vecchio del nostro sistema solare ed è dunque più che plausibile che nel corso del suo sviluppo iniziale abbia fagocitato molte formazioni rocciose minori, ossia molti di quelli che scientificamente sono definiti planetesimi. Questo spiegherebbe la presenza della massa metallica verso il centro del pianeta. Chiaramente per diventare il gigante che è oggi ci sono voluti a Giove diversi milioni di anni. Quanti per l’esattezza? Questa è una domanda alla quale ad oggi non possiamo rispondere, ma è possibile che l’amica Juno ci permetta di saperne molto di più.

La voce di R’lyeh: Piano di rinascita democratica 4

Sindacati. Soltanto attraverso una scissione delle tre Confederazioni sarà possibile costruire un vero sindacato, libera associazione di lavoratori, disposto alla collaborazione per realizzare gli obiettivi della produzione. Per favorire la rottura, possiamo puntare sulla intera Uil e sulla minoranza della Cisl (Marini).


Inoltre è urgente passare all’attuazione degli articoli 39 e 40 della Costituzione, concernenti la regolamentazione giuridica del sindacato e del diritto di sciopero.


In materia di contrattazione si dovranno richiedere l’eliminazione delle festività infrasettimanali e la riduzione del costo del lavoro.

Ordine pubblico. Bisogna ripristinare la possibilità, da parte delle forze dell’ordine, di interrogare direttamente i fermati (fermo di polizia).


Scuola. La disoccupazione intellettuale giovanile è pericolosa perché fomenta rivolte, è necessario quindi togliere valore legale al titolo di studio. L’egualitarismo nella scuola è un elemento di disgregazione, è necessario reintrodurre il merito come valutazione. Soltanto i più meritevoli devono poter accedere ai livelli superiori di istruzione. Per quanto riguarda la scuola, dobbiamo aggiornare il messaggio del presidente Leone.


Fisco. Abolire la nominatività dei titoli di ogni genere. Concedere forti sgravi fiscali ai capitali esteri per favorire gli investimenti nel nostro Paese. Prevedere forti sgravi fiscali per gli utili accantonati dalle aziende e reinvestiti come autofinanziamento. Ridurre le aliquote per i lavoratori dipendenti.


Pensioni. Vietare il pagamento della pensione prima dei 60 anni. Eliminare il cumulo di più pensioni. Controllo rigido delle pensioni di invalidità.

Sturm und Drang: Le sbarre del sogno

In un indice di colpevolezza assoluto quanto può pesare la ripetitività di una giornata sempre uguale?

Se poi alla fine anche il sogno diventa la copia di una copia di una copia…

Dove sta la salvezza?

Nello smettere di sognare o nello smettere di fare qualsiasi cosa?

O semplicemente nello smettere di essere?

Di esistere.

Guerra Civile Americana: Febbraio 1862

Usciti dalla relativa quiete invernale le operazione belliche ripresero con intensità in quasi tutte le zone dell’ampio fronte, andando ad incamerare anche zone del remoto ovest, fino a quel momento non interessate da particolare fatti d’arme. Oltre ai fatti squisitamente bellici ci furono anche alcuni fatti politici importanti riguardanti il governo confederato: la prima sessione ufficiale del Congresso Confederato del 18 Febbraio 1862 e l’insediamento come Presidente della Confederazione di Jefferson Davis del successivo 22 Febbraio.

Ulysses S. Grant

Nel teatro occidentale del fronte le truppe unioniste, guidate dal Brigadier generale Ulysses S. Grant, conquistarono due fondamentali postazioni fortificate sul fiume Tennessee e sul fiume Cumberland entrambe nello stato del Tennessee, mettendo una seria ipoteca sul controllo fluviale in direzione sud, arrivando potenzialmente a minacciare uno stato come l’Alabama. Il primo successo fu la Battaglia di Fort Henry (6 Febbraio 1862), una postazione non troppo lontana da Nashville, mentre il secondo successo fu quello della Battaglia di Fort Donelson (12-16 Febbraio 1862). Nel secondo scontro ci fu un vero e proprio tracollo delle truppe confederate, le quali lasciarono oltre 10.000 prigionieri e tra questi anche il generale sudista Simon Bolivar Buckner Sr. (futuro governatore del Kentucky dopo la guerra e padre del generale Simon Bolivar Buckner Jr., l’ufficiale statunitense più alto in grado a morire per il fuoco nemico durante la Seconda guerra mondiale). Le brillanti ed importanti vittorie portarono Grant a ricevere la nomina a Maggior generale.

Allo stesso tempo continuavano le operazione delle truppe unioniste sulla costa atlantica, con la vittoriosa Battaglia di Roanoke Island nella Carolina del Nord, il proposito principale del governo di Washington era quello di isolare totalmente gli stati del sud per portarli al completo collasso economico. Lo scontro ebbe luogo il 8 Febbraio 1862.

Confederati alla Battaglia di Valverde

Verso fine mese ebbe inizio la Campagna del Nuovo Messico da parte delle forze confederate guidate dal generale Henry Hopkins Sibley. L’obiettivo della campagna era quello di negare al governo federale l’acceso alle principali fonti di oro ed argento, utili a finanziare la guerra, nonché quello di dare ai confederati l’accesso ai porti californiani sull’Oceano Pacifico, costringendo così la flotta di Washington a doversi dispiegare anche su quelle coste oltre a quelle orientali (compito che sarebbe stato impossibile da gestire per le forze della marina di allora). Il primo scontro fu la Battaglia di Valverde del 20 Febbraio 1862, che ebbe come risultato la vittoria delle truppe confederate e la loro progressiva avanzata verso Albuquerque e Santa Fe. Nonostante il successo emerse subito una grossa problematica per le truppe di Sibley, ossia la difficoltà nel gestire le linee di approvvigionamento in un territorio così vasto e con pochissimi mezzi a disposizione, elemento che si sarebbe rilevato drammaticamente importante per il proseguo della campagna. Il famosissimo film di Sergio Leone “Il buono, il brutto, il cattivo” è ambientato proprio durante questa campagna.

Il generale Sibley nel film di Sergio Leone

Il Grimorio di Odenwald #111

Il contrappasso è inesorabile, ironico, freddo e spesso gustoso. Nascosti per millenni abbiamo atteso speranzosi che la ruota del mondo compisse il suo giro e ci portasse la giustizia che chiedevamo. Al riparo delle ombre, salvaguardando i riti ed il messaggio, nascondendoci dai perseguitatori. Sognando e sperando di riappropriarci di ciò che era nostro, dei nostri luoghi e del nostro spirito originario.

Adesso il tempo è giunto. All’alba della nuova era sorgerà il nostro sole e oscurerà il loro mondo.

Lemuria Dixit: Sokushinbutsu

Secondo alcune delle principali dottrine religiose e filosofiche orientali d’origine indiana (Bramanesimo, Buddhismo, Giainismo e Induismo) viene indicato come Saṃsāra il ciclo eterno vita-morte-rinascita, il quale viene per l’appunto rappresentato come una ruota. Nonostante questa “eternità” sia nel Buddhismo che nel Gianismo esiste un modo di spezzare questa dinamica. Il tutto risiederebbe nel trovare la giusta via per raggiungere il Nirvana… decisamente più facile a dirsi che a farsi. Ogni religione ed ogni scuola religiosa ha, negli anni, studiato diversi percorsi meditativi, più o meno ascetici, per portare l’iniziato il più possibile vicino a questo stato definitivo. Una in particolare ha da sempre catturato la mia attenzione, per la sua estrema particolarità ed atipicità. Si tratta del sokushinbutsu (sokushin-jōbutsu, termine che significa letteralmente Buddha nel suo stesso corpo).

E’ ipotesi diffusa che la pratica sia originaria della Cina e che si sia sviluppata durante la dinastia Tang (618-907); questa pratica di autopurificazione sarebbe poi approdata in Giappone tramite Kūkai, il fondatore della scuola Shingon. Attraverso questo rituale estremo un monaco riuscirebbe a portare volontariamente il proprio organismo ad uno stato di automummificazione! Un qualcosa di ben differente da ciò che siamo abituati a pensare della mummificazione post mortem. Tale pratica ebbe dunque diffusione in Giappone, in particolare nella prefettura di Yamagata dove c’è la zona sacra delle Tre montagne di Dewa, ma recentemente sono stati scoperti corpi automummificati anche in zone del Tibet e della Mongolia e un caso è registrato anche in Cina. Questa pratica è in ogni caso proibita dalla legge giapponese sin dal 1877, nonostante questo l’ultimo monaco che abbia intrapreso ufficialmente questo percorso è deceduto nel 1903. Nel corso dei secoli questo percorso è stato provato da diverse centinaia di monaci con alterni successi, ma di questi solo 24 corpi sono giunti fino a noi. Di questi quello più antico è quello del monaco Honmyōkai Shōnin e risale al 1683.

Andiamo a vedere come funziona nello specifico questo procedimento, composto da 3 fasi della durata di 1.000 giorni l’una.

Fase 1 – Il monaco si reca nella valle Senninzawa (palude degli immortali) dove seguirà una dieta molto rigida, mangiando noci e semi trovai nei boschi e bevendo ovviamente solo acqua. In questo luogo praticherà anche esercizi fisici molto intesi e meditazione. Tramite questo primo percorso egli riuscirà a consumare tutta la propria massa grassa.

Fase 2 – Il monaco, già notevolmente deperito continua a mantenersi attivo mediante esercizio fisico e mentale. Segue una dieta ancora più rigida consistente in piccole quantità di corteccia, aghi e radici di conifere. Nell’ultima parte di questa seconda fase egli inizia ad assumere una bevanda fondamentale per il processo: un tè fatto con l’urushi, una pianta velenosa. Questa bevanda ha un effetto a breve termine ed uno a lungo termine. Quello a breve termine consiste nel causare forte nausea, sudorazione e diuresi portando il corpo a perdere moltissimi liquidi. Quello a lungo termine è che i tessuti corporei assorbono la tossita a livelli talmente elevati da rendere il futuro cadavere repellente per le le larve e per ogni altro insetto che potrebbe cibarsene.

Fase 3 – Nell’ultima fase del percorso il monaco entra dentro una cripta di pietra molto piccola, adatta a contenerlo nella classica posizione meditativa detta del “loto”, portando con se solo una campanella. A quel punto la cripta viene sigillata, lasciando che il ricambio dell’aria possa avvenire mediate una cannula di bambù, mentre ovviamente non vi è modo di introdurre cibo o acqua all’interno. Al monaco non restano che pochi giorni di vita trascorsi interamente in meditazione. La campana serve affinchè egli possa avvertire gli altri monaci, raccolti in preghiera attorno a lui, del fatto che è ancora in grado di eseguire qualche movimento. Se la campanella non suona allora viene tolta la cannula per l’aria e la cripta viene completamente sigillata, lasciandola chiusa per mille giorni. Trascorso questo tempo si riapre la cripta per constatare se il percorso rituale sia stato portato a termine con successo, raggiungendo la condizione di Buddha… in caso positivo la mummia diventa oggetto di venerazione… in caso negativo la cripta verrà risigillata, dopo un esorcismo rituale, e verranno comunque tributati gli onori al monaco per aver intrapreso un percorso così difficile.

Guerra Civile Americana: Gennaio 1862

La relativa calma invernale non produsse grandi scontri neppure nel Gennaio del 1862, vedendo come uno scontro degno di nota quello della Battaglia di Mill Springs, in Kentucky, del 19 Gennaio 1862. Sul finire del 1861 i Confederati avevano condotto una campagna per consolidare le proprie postazioni nei territori del Kentucky orientale. Nel pieno dell’inverno si era scelto di fare quartier generale a Mill Springs, sfruttando una forte posizione difensiva.

Le forze Unioniste della zona avevano ricevuto ordine da Washington di disperdere le truppe nemiche nel settore, onde evitare future problematiche, per questo motivo si presentarono sul campo di fronte agli uomini in grigio, i quali non sapevano esattamente a quanto ammontavano le truppe in blu e per questo le attaccarono, convinti di disperderle in fretta.

Dopo due attacchi confederati respinti partirono una serie di contrattacchi dell’Unione che riuscirono a sfondare su entrambi i lati dello schieramento sudista. Le truppe della Confederazione furono costrette a ripiegare sino a Murfreesboro in Tennessee. Di fatto questa fu la prima vittoria dell’Unione degna di nota per il suo risultato tattico.

George B. Crittenden

Il comandante confederato, generale Crittenden, vide la propria carriere militare rovinata, dal momento che venne ritenuto, a seguito dello scontro, colpevole di ubriachezza e tradimento… venendo inevitabilmente sollevato dal comando.